Banco Bpm, al via l’offerta di Unicredit: Orcel e il nodo del Golden Power
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Redazione Economia
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Da domani, lunedì 28 aprile, i soci di Banco Bpm potranno aderire all’offerta pubblica di scambio lanciata da Unicredit, che resterà aperta fino al 23 giugno. Un’operazione cruciale per Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit, il cui obiettivo è consolidare la posizione del gruppo in Italia, dove già occupa il secondo posto dopo Intesa Sanpaolo. Se l’acquisizione andasse in porto, Unicredit raggiungerebbe una quota di mercato del 16%, avvicinandosi al primato di Intesa, ferma al 21%, e rafforzando la propria presenza nelle regioni economicamente più dinamiche del Paese.
Tuttavia, il percorso non è privo di ostacoli. Il governo, infatti, ha imposto condizioni stringenti attraverso lo strumento del Golden Power, che limita le ingerenze estere in settori strategici. Orcel, che ha sempre mantenuto un profilo pragmatico, sta cercando di trovare un equilibrio con le autorità per sbloccare l’operazione, evitando frizioni con Roma. Un dialogo necessario, considerando che l’offerta attuale – una quota di 0,175 azioni Unicredit per ogni titolo Bpm – è stata giudicata non pienamente soddisfacente dall’ad di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, che ha definito il prezzo "non congruo".
Intanto, il mercato osserva con attenzione. Sebbene il recente "Dividend Day" del 22 aprile abbia ridistribuito ingenti liquidità agli azionisti, l’incertezza legata alle tensioni geopolitiche e alle dinamiche del settore bancario – tra cui le trattative su Mps, Generali e Popolare di Sondrio – mantiene alta la volatilità. Per gli investitori, al momento, converrebbe vendere le azioni Bpm direttamente in Borsa, dove venerdì chiudevano a 9,74 euro, piuttosto che aderire all’ops, dato che il controvalore offerto da Unicredit non appare particolarmente vantaggioso.




