La corsa del greggio sostiene Eni a Piazza Affari, calano Tenaris e Saipem dopo i recenti rialzi
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Redazione Economia
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La giornata di contrattazioni a Piazza Affari vede il comparto petrolifero sotto i riflettori, spinto da un deciso balzo delle quotazioni del greggio che alimenta l'interesse per i titoli del settore. In questo contesto, Eni guadagna terreno, mentre si registrano andamenti differenziati per le società che operano a vario titolo nella filiera dell'energia: Tenaris e Saipem segnano un arretramento, invertendo la rotta rispetto alla seduta precedente.
Lo slancio positivo coinvolge anche i principali colossi energetici europei, con le spagnole Repsol, le francesi TotalEnergies e le britanniche Bp e Shell tutte ben impostate, a testimonianza di un sentiment diffuso che premia il comparto.
La tensione nello Stretto di Hormuz fa volare il prezzo del petrolio
Il catalizzatore principale di questa nuova ondata rialzista risiede nell'escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, che ha riacceso i timori per la sicurezza delle rotte commerciali nello Stretto di Hormuz. Un'area, quest'ultima, considerata un collo di bottiglia strategico per l'economia globale, attraverso la quale transita una fetta significativa del petrolio mondiale. In risposta ai raid statunitensi, i Pasdaran hanno dichiarato di aver attaccato due navi americane e diverse petroliere, un'azione che ha gettato ulteriore inquietudine sui mercati energetici.
Questa recrudescenza delle ostilità ha proiettato il Brent oltre la soglia dei 101 dollari al barile, un livello che non si toccava da mesi, con il Wti che ha seguito a ruota, alimentando le preoccupazioni per possibili interruzioni delle forniture.
Il contratto in Turchia non basta a sostenere Saipem
In questo quadro, il titolo Saipem si muove in controtendenza rispetto al resto del comparto, nonostante le recenti notizie positive riguardanti l'aggiudicazione di un nuovo contratto in Turchia per il giacimento di gas Sakarya. Il mercato aveva premiato il titolo nella vigilia, con un rialzo dello 0,7%, dopo l'annuncio dell'incarico per i servizi di Commissioning della Floating Production Unit Osman Gazi, affidato al gruppo italiano da GOE Petrol Sanayi.
L'operazione, che prevede attività della durata di circa otto mesi, consolida la posizione di Saipem in un progetto strategico per le infrastrutture energetiche turche, ma non è bastata a evitare la correzione odierna, che potrebbe riflettere un movimento di realizzo dopo i recenti acquisti.
Non si può escludere che gli investitori stiano incorporando una valutazione più ampia sulla redditività futura, in un contesto di margini che potrebbero risentire dell'andamento dei costi, sebbene l'azienda abbia chiuso il 2025 con ricavi in crescita a 15,5 miliardi e un utile di 310 milioni.
Eni e le altre big oil trainate dal rialzo del greggio
La situazione è radicalmente diversa per Eni, la cui natura di major integrata la rende un naturale beneficiario dell'aumento del prezzo del petrolio, poiché l'incremento dei ricavi dalle attività di produzione e vendita di greggio tende a compensare eventuali rincari nei costi di approvvigionamento. Il gruppo, che ha recentemente approvato il piano industriale al 2030 con l'obiettivo di bilanciare la crescita nelle rinnovabili con il consolidamento del core business oil&gas, vede riconosciuta la propria solidità in un momento di volatilità dei prezzi delle materie prime.
L'andamento positivo è condiviso anche dagli altri grandi attori del settore, a dimostrazione di un sentimento diffuso che guarda con favore alla capacità delle grandi compagnie di generare cassa in uno scenario di prezzi elevati. Le vendite, invece, non hanno risparmiato Tenaris, che pure è storicamente legata all'andamento delle perforazioni e quindi del greggio, ma che potrebbe risentire di valutazioni più caute sul fronte della domanda di tubi in acciaio.
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