Garlasco, Alberto Stasi: "Spero sia il momento di avere giustizia per Chiara e per me"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alberto Stasi, l'uomo condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l'omicidio di Chiara Poggi, ha rotto il silenzio che manteneva da mesi. Intercettato lunedì mattina dai microfoni di "Mattino Cinque" mentre si recava al lavoro a Milano, Stasi ha affidato ai cronisti una breve ma densa dichiarazione: «Spero che sia arrivato il momento finalmente di avere giustizia per Chiara, per me».

Poche parole, pronunciate con la cautela che lo contraddistingue da anni, ma che lasciano trasparire un'attesa precisa in vista dei possibili sviluppi giudiziari legati al delitto di Garlasco.

La prudenza resta la cifra del suo atteggiamento

Nonostante l'apertura concessa ai giornalisti, Stasi ha immediatamente circoscritto la portata delle sue parole, ribadendo la volontà di non entrare nel merito dell'inchiesta. «Non faccio dichiarazioni per rispetto dell'autorità giudiziaria, delle persone che fanno le indagini», ha precisato, aggiungendo di riporre piena fiducia nel lavoro degli inquirenti. Alla domanda se gli uomini di buona volontà chiamati a fare chiarezza fossero quelli attualmente al lavoro sul caso, Stasi ha risposto senza esitazione: «Penso di sì.

Se non loro, chi potrebbero essere?».

La misura alternativa e il percorso fuori dal carcere

Le dichiarazioni arrivano in un momento in cui Stasi sta scontando la pena in regime di affidamento in prova ai servizi sociali, misura concessa dal Tribunale di Sorveglianza di Milano lo scorso giugno. Dopo oltre dieci anni trascorsi nel carcere di Bollate, l'uomo vive in una casa in affitto nell'hinterland milanese e continua a lavorare come contabile in un'azienda, attività che aveva già iniziato durante il periodo di semilibertà.

La concessione della misura alternativa non ha alcun collegamento con l'eventuale procedimento di revisione del processo, trattandosi di due binari giuridicamente distinti: da un lato l'esecuzione della pena, dall'altro l'eventuale apertura di un nuovo giudizio.

Il chiarimento tecnico della difesa sulla richiesta di revisione

A margine delle dichiarazioni di Stasi, è intervenuta l'avvocato Giada Bocellari, che da anni assiste l'uomo. La legale ha spiegato che il focus della richiesta di revisione è esclusivamente la posizione di Stasi e non quella di Andrea Sempio, l'amico del fratello di Chiara iscritto nel registro degli indagati nel nuovo filone d'inchiesta della Procura di Pavia.

«Sempio non viene menzionato nella nostra richiesta di revisione, perché ha diritto a essere eventualmente processato nelle sedi opportune, dove gli sarebbe garantito il contraddittorio», ha dichiarato Bocellari, definendo questo passaggio un dato tecnico fondamentale. La difesa ha inoltre sottolineato come quello che le indagini di Pavia possono dire rispetto alla revisione riguardi potenziali elementi a discarico di Stasi, a prescindere che essi siano o meno a carico del nuovo indagato.

L'attesa per la chiusura delle indagini e il nodo della proroga

Sullo sfondo delle dichiarazioni di Stasi resta il calendario giudiziario. La Procura di Pavia deve decidere entro il 28 settembre se chiudere o meno le indagini sul nuovo filone che vede indagato Sempio. Secondo Massimo Lovati, ex legale di Sempio, è probabile che venga richiesta una proroga: «Ci sarà una richiesta di proroga perché devono attendere la revisione di Alberto Stasi», ha affermato lunedì a margine di un'udienza a Milano, precisando di riferirsi in particolare alla necessità di attendere gli sviluppi del procedimento di revisione.

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