Firenze, perquisizioni a casa di Celeste Pin: mercoledì l’incarico per l’autopsia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
L’inchiesta sulla morte di Celeste Pin, l’ex calciatore 64enne trovato senza vita nella sua abitazione sulle colline fiorentine lo scorso 22 luglio, sta prendendo una piega sempre più articolata. Mentre la procura si appresta a conferire, mercoledì prossimo, l’incarico per l’autopsia al medico legale – con il corpo già depositato presso l’istituto di Medicina legale – le indagini procedono senza esclusione di colpi.
A turbare gli inquirenti, già orientati verso l’ipotesi del suicidio, sono le dichiarazioni di Elena Fabbri, ex moglie di Pin, che rigetta con fermezza questa ricostruzione. "Non credo che Celeste si sia tolto la vita: era una persona positiva, nonostante la depressione che lo accompagnava da decenni", ha affermato la donna al Corriere della Sera, lasciando intendere che potessero esserci dinamiche più complesse. "Forse si era fatto dei nemici, o è accaduto qualcosa durante una rapina", ha aggiunto, senza però fornire elementi concreti a sostegno di queste supposizioni.
Quello che emerge dalle parole di Fabbri è il ritratto di un uomo che, pur lottando da anni con disturbi dell’umore, era in un periodo di relativa stabilità, grazie alla terapia farmacologica. "Teneva troppo alla sua immagine e ai figli per compiere un gesto così plateale", ha insistito, sottolineando come l’assenza di un biglietto d’addio renda la versione del suicidio poco convincente.
Non è un caso, dunque, che la procura abbia deciso di approfondire, aprendo un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti. Tra gli aspetti chiave dell’indagine c’è l’analisi del telefono di Pin, i cui contenuti potrebbero rivelare contatti, messaggi o transazioni sospette. "Gestiva affari importanti", ha fatto notare qualcuno, lasciando intendere che la pista degli interessi economici non sia da scartare.




