Via libera dell’Enac al master plan di Caselle, partono i lavori da 114 milioni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile ha chiuso ufficialmente l’iter autorizzativo per il piano di sviluppo dell’aeroporto di Torino Caselle, quello che comunemente viene chiamato master plan, e che da questo momento permette alla società di gestione Sagat di mettere mano ai cantieri. L’approvazione, arrivata in via definitiva, sblocca una pioggia di interventi destinati a ridisegnare lo scalo entro il 2032, con un conto finale che ammonta a 114 milioni di euro. La cifra, come spesso accade in questi piani decennali, verrà diluita nel tempo – si parla di un impegno medio annuo intorno ai 10 milioni – ma l’effetto complessivo sull’infrastruttura promette di essere tutt’altro che marginale.

L’effetto low cost che riscrive le priorità

Non si tratta, va detto, di un semplice lifting estetico. La revisione dei precedenti programmi di sviluppo, che ha reso necessario questo aggiornamento così so, nasce da un’esigenza molto pratica e immediata: il traffico passeggeri ha ripreso a correre, e in particolare quel segmento delle aerolinee low cost che oggi rappresenta la linfa vitale di molti scali medi. L’obiettivo dichiarato dal piano è triplice – aumentare l’efficienza operativa, la flessibilità e la capacità complessiva del “Sandro Pertini” – ma per tradurlo in realtà serviranno interventi mirati. Si interverrà sul terminal passeggeri con un ampliamento studiato per non sprecare metri quadri, si potenzieranno le infrastrutture di volo e si costruiranno nuovi edifici, sia dalla parte dei velivoli (airside) che da quella degli accessi terrestri (landside). Senza dimenticare i parcheggi, il cui incremento è considerato essenziale per assorbire i flussi attesi.

Un cantiere già aperto tra pontili e fotovoltaico

Per chi frequenta lo scalo, alcune di queste novità non saranno del tutto inaspettate. Il percorso di trasformazione, a ben guardare, è già iniziato da qualche anno: loading bridge (i pontili d’imbarco) più moderni sono già stati installati, l’impianto fotovoltaico è stato ampliato per spingere sull’acceleratore della sostenibilità, e il parcheggio al quinto piano è stato riqualificato insieme a nuove aree per la ricarica elettrica, complete di percorsi pedonali protetti. L’amministratore delegato della società di gestione ha definito questo processo come una marcia verso la “smart energy hub”, un termine che in gergo tecnico indica la volontà di trasformare l’aeroporto da semplice infrastruttura di transito a nodo energeticamente attivo e virtuoso. Tutti questi interventi, spiega, saranno realizzati per fasi, in modo da accompagnare la crescita del numero dei passeggeri senza che i cantieri paralizzino l’attività quotidiana.

La cornice normativa della pianificazione sostenibile

La burocrazia, in questo caso, ha giocato un ruolo non secondario. La Conferenza dei Servizi che ha portato al via libera è stata indetta proprio dall’Enac, che ha coinvolto tutti gli enti interessati – statali e territoriali – alla pianificazione strategica. Il presidente dell’Ente ha voluto sottolineare come questo master plan per Torino sia tra i primi a livello nazionale a essere redatto secondo il “nuovo approccio alla pianificazione sostenibile”, un metodo che l’Enac stessa sta cercando di rendere standard in linea con il nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti. Un risultato, ha commentato, frutto di un lavoro rigoroso e di una collaborazione costante tra le parti, dove il rispetto dei reciproci ruoli ha permesso di trovare un equilibrio condiviso. Sul fronte ambientale, oltre all’energia, si interverrà pesantemente sulle reti tecnologiche: l’obiettivo è ridurre i consumi e adeguare tutto l’impianto alle normative in vigore, una condizione ormai imprescindibile per qualsiasi infrastruttura che voglia competere nel panorama europeo senza incappare in sanzioni o limitazioni operative.

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