Santamaria con Germano contro Giuli: la frattura nel cinema italiano si allarga
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Claudio Santamaria, consegnando il David a Elio Germano, ha fatto più di un gesto formale: ha scelto pubblicamente da che parte stare in un dibattito che, da giorni, divide il mondo del cinema e la politica. «La situazione non è rosea, va detto», ha affermato l’attore, riprendendo le parole di Germano, che durante la cerimonia aveva denunciato senza mezzi termini la crisi del settore. Un grido d’allarme che, anziché ricevere ascolto, ha scatenato una polemica con il ministro della Cultura Alessandro Giuli, accusato di aver risposto con battute superficiali a chi, invece, chiede interventi urgenti.
Massimo Cacciari, intervenuto nel dibattito, non ha usato giri di parole: «La smetta il ministro Giuli con questo complesso d’inferiorità che lo danneggia». Una reazione netta, che riflette il malcontento di chi, come Germano, vede nella risposta del governo un’incapacità di affrontare i problemi reali. «Se un ministro della Cultura non sa che ci sono persone a casa senza lavoro», ha ribattuto l’attore durante un incontro al Teatro Parenti, «vuol dire che non conosce il dramma sociale».
La tensione è palpabile, e Santamaria – con la sua presa di posizione su Repubblica – ha dato ulteriore peso a una protesta che va oltre le divisioni ideologiche. Quel che emerge, al di là delle polemiche, è un settore in difficoltà, dove registi, attori e maestranze vivono con sconforto l’assenza di prospettive. Germano, presentando il documentario Sangue nostro, ha ribadito il concetto: «Inquieta che un ministro attacchi un cittadino», ha detto, riferendosi alle parole di Giuli.




