Le borse tremano, i dati sul lavoro Usa deludono la Fed

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I mercati finanziari globali hanno vissuto una giornata di forte turbolenza, caratterizzata da un brusco sell-off che ha travolto gli indici dopo la pubblicazione dei dati sull'occupazione statunitense, i quali, lungi dall'offrire indicazioni univoche, hanno lasciato gli investitori nel dubbio più assoluto riguardo alle prossime mosse della Federal Reserve sui tassi di interesse. L'attesissimo rapporto, che molti avevano ipotizzato potesse rappresentare la bussola per le decisioni monetarie dei prossimi mesi, si è invece rivelato un elemento di ulteriore confusione, innescando una fuga dagli asset ritenuti più rischiosi nonostante i risultati Corporativi, in alcuni casi, siano stati addirittura superiori alle aspettative.

L'altalena di Wall Street e il crollo pomeridiano

Wall Street, che pure aveva aperto la sessione in deciso rialzo con un'impennata mattutina prossima al 2%, ha subito un drammatico ribaltamento di tendenza nel pomeriggio, trasformando l'euforia iniziale in una pesante correzione. L'indice S&P 500, dopo aver toccato massimi intraday, ha chiuso la giornata a 6.539,09 punti, segnando un calo di 103,07 punti equivalente all'1,52%, in uno degli swing più ampi registrati dallo scorso aprile, quando l'annuncio dei dazi doganali da parte del presidente Donald Trump in occasione del "Liberation Day" aveva scosso le borse di tutto il mondo. Quel che è accaduto giovedì riporta alla memoria la volatilità di quel periodo, con i titoli tecnologici, le criptovalute e gli investimenti più speculativi che hanno assorbito il colpo più violento dell'inversione di rotta.

La tecnologia sotto pressione nonostante Nvidia

Il settore tecnologico, nonostante i dati trimestrali di Nvidia abbiano superato il consensus degli analisti spingendo il titolo a un rimbalzo del 2,25%, è finito nuovamente nel mirino degli operatori, preoccupati dalle valutazioni giudicate ormai eccessive. Il Nasdaq, che pure aveva beneficiato dei numeri positivi del colosso dei chip, ha infatti registrato la sua più ampia oscillazione giornaliera da mesi, a dimostrazione di come il sentiment negativo abbia finito per sopraffare anche le notizie positive. La performance dell'indice, seppur in territorio positivo in un determinato momento della giornata, non è bastata a compensare il clima di diffusa incertezza che si è riacceso intorno alle prospettive di un'economia statunitense sospesa tra la forza del suo mercato del lavoro e la necessità di un allentamento della politica monetaria.

L'eco asiatica del sell-off

L'onda d'urto della sedata americana si è prontamente propagata ai mercati asiatici, i quali venerdì hanno esteso la corsa alle vendite in un contesto globale di avversione al rischio. La delusione per il rapporto sul lavoro statunitense, che non ha sciolto le riserve sulla direzione dei tassi, ha spinto gli investitori a disfarsene di una parte consistente dei loro portafogli, liquidando posizioni in settori considerati troppo esposti a un eventuale irrigidimento delle condizioni finanziarie. La reazione a catena, che ha coinvolto piazze finanziarie distanti e in fusi orari differenti, sottolinea l'interconnessione degli equilibri di mercato e la loro dipendenza dalle decisioni di politica economica che vengono assolate a Washington.

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