L’Atalanta riacciuffa l’Udinese con una doppietta di Scamacca ma il pareggio sa di beffa per i friulani

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è voluta tutta la potenza di testa di Gianluca Scamacca per raddrizzare una serata che, alla New Balance Arena, si era messa davvero male per l’Atalanta. La squadra di Raffaele Palladino, chiamata a rispondere sul campo dopo il ko di Sassuolo e con la mente già proiettata alla sfida di Champions League contro il Bayern Monaco, ha evitato la sconfitta in extremis contro un Udinese ordinato e cinico per larghi tratti della gara. Il 2-2 finale, maturato al termine di una ripresa vibrante e ricca di capovolgimenti di fronte, racconta di una Dea dal cuore grande, ma anche di un'occasione preziosa sfumata per i friulani, che hanno visto svanire il sogno del colpaccio quando ormai lo accarezzavano da vicino.

Nel primo tempo, i ritmi alti e la fisicità in campo non hanno premiato i nerazzurri, autori di qualche errore tecnico di troppo e incapaci di impensierire concretamente Maduka Okoye. L'Udinese, dal canto suo, ha aspettato con pazienza il momento giusto per colpire, dimostrandosi letale sui calci piazzati. Al 39’, un corner perfetto battuto da Nicolò Zaniolo, grande ex di giornata, ha trovato la testa di Thomas Kristensen: il difensore, sbucando alle spalle di Odilon Kossounou, ha bucato la difesa di casa con una torsione vincente che ha gelato il pubblico di Bergamo. Un colpo che ha chiuso la prima frazione in vantaggio per i bianconeri, con l'Atalanta apparsa spenta e in difficoltà nel costruire trame offensive.

L'avvio della ripresa sembrava preannunciare una reazione immediata dei padroni di casa, con Scamacca che al 49’ ha colto un palo clamoroso da fuori area, ma è stato ancora l'Udinese a trovare il raddoppio. Al 55’, sugli sviluppi di un'azione convulsa in area, un tiro di Oier Zarraga – entrato da poco – viene ribattuto, ma Keinan Davis si è inventato un sinistro a giro che si è infilato alle spalle di Marco Carnesecchi, firmando il 2-0 e facendo sembrare la partita in discesa per gli uomini di Kosta Runjaic.

Sotto di due reti, Palladino ha rivoluzionato l'assetto, gettando nella mischia forze fresche come Nikola Krstovic, Nicola Zalewski e Davide Zappacosta, e passando al 4. La mossa ha dato i suoi frutti, trasformando l'inerzia del match. L'Atalanta ha cominciato a macinare gioco e a creare varchi in una difesa friulana che, passo dopo passo, ha iniziato a cedere. Al 75’, un cross di Zalewski dalla sinistra ha trovato la testa di Scamacca, il quale, indisturbato, ha accorciato le distanze riaprendo di fatto la contesa. Pochi minuti più tardi, al 79’, l'episodio che ha cambiato volto alla serata: Okoye, fino a quel momento sicuro, ha sbagliato un rinvio favorendo il pressing di Lazar Samardzic; sulla ribattuta del portiere al tiro di Krstovic, il più lesto a fiondarsi è stato ancora Scamacca, che di testa ha insaccato il pareggio e regalato un punto insperato ai suoi.

Nel finale, la partita si è infiammata con occasioni da una parte e dall'altra, tra cui un tiro da lontano di Arthur Atta che ha sfiorato il palo, ma il risultato non è più cambiato. Solo un piccolo giallo al triplice fischio, quando Palladino ha protestato vivacemente con il quarto uomo per non aver concesso un ultimo corner all'Atalanta, a riprova di quanto i suoi credessero fino all'ultimo alla possibilità di completare l'opera. Un pari che muove la classifica ma lascia l'amaro in bocca all'Udinese per i due punti persi, mentre per l'Atalanta rappresenta l'ennesima prova di carattere di un gruppo che non molla mai, sebbene la strada verso il quarto posto resti in salita.

Il tabellino del match: le scelte dei due allenatori

Palladino ha inizialmente schierato i suoi con un 3-4-2-1, affidandosi a Scamacca come unica punta supportato da Sulemana e Samardzic. Runjaic ha risposto con un 3-5-2 speculare, dando fiducia dal primo minuto al giovanissimo Branimir Mlacic in difesa. Le sostituzioni nella ripresa, come spesso accade, hanno pesato in modo determinante sull'andamento del match.

L’analisi delle prestazioni: un Kossounou in difficoltà e la verve di Zalewski

Se Scamacca è stato il grande protagonista in attacco con una prova da autentico trascinatore, non si possono ignorare le difficoltà di alcuni singoli. Kossounou, autore di una prestazione sottotono e in affanno in marcatura sul gol di Kristensen, ha faticato per tutta la sera. Dall'altra parte, l'ingresso di Zalewski ha letteralmente cambiato volto alla manovra offensiva orobica, fornendo l'assist per il primo gol e portando costantemente pericoli dalla sinistra. Tra le fila dell'Udinese, oltre al solito Davis, si è distinto un combattivo Zaniolo, pericoloso su entrambi i fronti.

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