La nebbia avvolge Pokrovsk, l'esercito russo avanza nel Donetsk
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Redazione Esteri
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La guerra in Ucraina, giunta ormai al suo millletrecentocinquantottesimo giorno, registra una significativa e pericolosa evoluzione nello scacchiere orientale, dove la pressione delle forze di Mosca si fa sempre più intensa e difficilmente contrastabile. A Pokrovsk, città del Donetsk da giorni sotto un assedio implacabile, le truppe di Vladimir Putin hanno potuto sfruttare una fitta coltre di nebbia, condizione atmosferica che ha drasticamente limitato la visibilità e, di conseguenza, l'efficacia dei droni da ricognizione e attacco ucraini. È proprio approfittando di questo elemento, che ha reso il cielo cieco e il campo di battaglia ancor più incerto, che i militari russi sono riusciti a penetrare in profondità nell'abitato, insediandosi con un consistente contingente che, secondo le stime dell'esercito ucraino, ammonterebbe a oltre trecento unità.
La ritirata strategica di Kiev nel sud
Mentre a Pokrovsk infuria una delle battaglie più cruciali per il controllo dell'intero Donbass, il cui esito potrebbe determinare le sorti della regione, il fronte meridionale vive a sua volta un momento di estrema tensione. Nella confinante regione di Zaporizhzhia, le forze di difesa di Kiev hanno annunciato di essere state costrette a un ripiegamento da cinque diversi insediamenti, un movimento dettato dalla necessità di sottrarsi a un fuoco nemico divenuto insostenibile e di preservare l'incolumità del proprio personale. Questa ritirata, definita strategica, evidenzia l'intensificarsi degli assalti russi su più direttrici, una mossa che sembra mirare a logorare le linee ucraine e a creare le condizioni per un accerchiamento su larga scala.
Le dichiarazioni di Zelensky e la rappresaglia di Mosca
Il presidente Volodymyr Zelensky, senza nascondere la gravità del momento, ha ammesso pubblicamente la difficoltà della situazione, sottolineando come la controparte stia incrementando non solo il numero degli attacchi, ma anche la loro portata e intensità. "La situazione è difficile, ma ci difendiamo", ha dichiarato, in un tentativo di bilanciare il realismo sulla condizione del fronte con un messaggio di resilienza. Dal canto suo, Mosca ha rivendicato operazioni di risposta a quelle che definisce provocazioni, annunciando di aver distrutto un drone ucraino in volo verso la capitale russa e di aver lanciato un attacco di rappresaglia contro una importante base aerea, azione che sarebbe stata una risposta a un presunto piano di Kiev di dirottare un caccia.
Lo stallo diplomatico e la dinamica del conflitto
In un contesto del genere, dove la diplomazia appare paralizzata e incapace di trovare spiragli per una soluzione negoziata, la dinamica del conflitto continua a essere dettata principalmente dalle azioni sul campo. L'avanzata russa a Pokrovsk, favorita dalle condizioni ambientali, e i ripiegamenti ucraini a sud delineano un quadro in cui l'iniziativa militare sembra saldamente nelle mani di Mosca. L'esercito ucraino, sebbene continui a opporre una tenace resistenza, si trova a dover gestire una difesa su linee sempre più estese e sotto una pressione costante, costretto a movimenti complessi per evitare di essere sopraffatto dalla superiorità numerica e di mezzi dell'avversario.




