Sciopero generale prosegue nonostante il parere di illegittimità della Commissione
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L’intero paese, già scosso da settimane di proteste sulla situazione internazionale, è paralizzato da uno sciopero generale. Lo proclama una coalizione inedita e ampia di sigle sindacali. Decine di migliaia di persone sono scese in piazza con cortei in un centinaio di città, sostenendo il fermo promosso da realtà storiche come la Cgil e da organizzazioni di base quali Usb, Cub, Sgb, S.I. Cobas, Unicobas, Adl e Cobas. La mobilitazione, nata per esprimere una posizione su eventi di politica estera, si è subito trasformata in un aspro confronto istituzionale sulla legittimità della protesta.
La posizione della Commissione e la replica dei sindacati
La Commissione di garanzia dello sciopero ha reso noto il proprio parere, definendo “illegittimo” il fermo per la carenza del preavviso richiesto dalla legge. Le organizzazioni sindacali hanno replicato annunciando un ricorso collettivo al giudice del lavoro. L'esito del ricorso non comporterà sanzioni per i singoli lavoratori che hanno aderito, ma, in assenza di un atto di precettazione, un'eventuale multa colpirebbe solo le organizzazioni proclamatrici, con un tetto massimo previsto per legge.
Lo scontro politico si infiamma
Le dichiarazioni pubbliche hanno alimentato lo scontro. Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, ha duramente replicato alla premier, accusandola di aver “offeso”. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha lanciato un “ultimo avviso” in un video, ricordando la quarantina di scioperi previsti per il resto dell'anno e tracciando una linea tra “buon senso” da premiare e “arroganza, violenza e sopraffazione” da contrastare. I sindacati di base hanno risposto con una comunicazione urgente, ribadendo la piena legittimità di una futura astensione già indetta con il corretto preavviso e approvata dalla Commissione.




