Confermati i templi del gusto, la guida Michelin premia la continuità e due nuovi talenti
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Redazione Interno
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Il Teatro Regio di Parma ha fatto da cornice a una cerimonia che, come ogni anno, ridisegna la geografia dell’alta ristorazione italiana, confermando solide certezze e accogliendo nuove promesse in un settore dove la stabilità è un traguardo più arduo della stessa affermazione iniziale. Tra i nomi che hanno scritto questa pagina di storia culinaria spicca quello di Isa Mazzocchi, la quale, con una tenacia ammirevole, ha mantenuto per il quattordicesimo anno consecutivo la stella Michelin per il suo ristorante, un risultato che pochi possono vantare e che sottolinea una qualità costante, lontana da ogni improvvisazione. I parametri di valutazione della “guida delle guide”, notoriamente severi e in continua evoluzione, non ammettono infatti flessioni di rendimento, come dimostrano i casi, pur celebri, di alcuni storici locali che nel tempo hanno perso il prestigioso riconoscimento o sono stati declassati, episodi che servono a ricordare quanto sia scivoloso il crinale dell’eccellenza.
Il firmamento toscano si arricchisce
La Toscana, regione dal ricchissimo patrimonio enogastronomico, esce rafforzata dalla nuova edizione della guida, con il suo panorama che si illumina di due nuove stelle. Si tratta di Luca’s Restaurant, la creatura fiorentina dello chef Paulo Airaudo, e del ristorante Sciabola a Forte dei Marmi, guidato dallo chef Alessandro Ferrarini, entrambi premiati con il primo macaron durante la presentazione della Rossa. A questi si affiancano le numerose e solide riconferme dei locali già insigniti, con l’Enoteca Pinchiorri dello chef Riccardo Monco che continua a svettare su tutti, detenendo il massimo dei riconoscimenti, i tre macaron, a testimonianza di un’eccellenza che non conosce crisi.
Quindici tristellati: entra nel gotha Mammoliti
L’edizione 2026 segna una pietra miliare per la cucina italiana, che vede salire a quindici il numero dei ristoranti premiati con le tre stelle Michelin, il massimo riconoscimento possibile. A unirsi ai quattordici già celebrati nell’edizione precedente è il Rei Natura by Michelangelo Mammoliti, situato a Serralunga d'Alba, nel Cuneese, un locale che ha fatto della cucina del cuore e di una profonda connessione con la natura la sua bandiera. La lista dei tristellati, un vero e proprio gotha della gastronomia, include così nomi ormai leggendari come Villa Crespi, Piazza Duomo, DaVittorio, Le Calandre, Osteria Francescana, La Pergola e Uliassi, solo per citarne alcuni, a cui si aggiungono realtà più recenti ma altrettanto brillanti.
L’eccellenza si diffonde da Nord a Sud
La ridefinizione dell’eccellenza operata dalla Guida Michelin 2026 non si limita al Nord Italia, ma registra significative affermazioni anche in altre regioni, segnando una mappa del gusto variegata e inclusiva. Un esempio di questo successo diffuso viene dalle Isole, dove i Tenerumi a Vulcano, sotto la guida dello chef Davide Guidara, hanno conquistato due stelle, un risultato che premia il talento e la capacità di innovare anche in contesti geograficamente periferici rispetto ai tradizionali circuiti dell’alta ristorazione. Questi riconoscimenti, che si aggiungono a un panorama già vivace, dimostrano come la qualità sia ormai un fenomeno trasversale, capace di emergere con forza in ogni angolo del paese.




