La Toscana piazza due colombe artigianali tra le top ten d’Italia secondo la guida di Scatti di Gusto
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Redazione Economia
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La pasticceria Valecchi di Borgo San Lorenzo, dove lavora il maestro Francesco Belli, e la pasticceria Pimpina di Montelupo Fiorentino, con il maestro pasticcere Lorenzo Bandini, sono le due realtà toscane che si sono aggiudicate un posto nella ristretta cerchia delle dieci migliori colombe artigianali d’Italia per il 2026, un risultato emerso al termine della finale del concorso nazionale Divina Colomba 2026. La selezione, come spiegano gli organizzatori, ha visto la partecipazione di artigiani da tutta la penisola, e la presenza di due fiorentini nella top ten rappresenta un riconoscimento non solo per i singoli maestri, ma anche per la tradizione dolciaria toscana che, in questo caso, si confronta con lievitisti ben più blasonati di altre regioni.
Se le due pasticcerie toscane festeggiano il loro ingresso nell’élite nazionale del lievitato pasquale, il mercato parallelo della grande distribuzione, in queste settimane che precedono la Pasqua, propone invece un’offerta che spazia dalle versioni low cost a quelle firmate dagli chef più famosi del panorama televisivo. Per orientarsi tra i circa cinquanta prodotti disponibili, dalla colomba da supermercato al dolce artigianale che può superare i cento euro, arriva come ogni anno la guida di Scatti di Gusto, che ha messo a confronto la qualità della grande distribuzione con quella della produzione artigianale, cercando di tracciare un confine tra le occasioni e le delusioni.
La selezione nazionale e il valore del confronto tra territori
Il concorso Divina Colomba, giunto alla sua ottava edizione e organizzato da Goloasi, ha visto la partecipazione di pasticceri selezionati in tutto il territorio nazionale, con una finale che si è tenuta a Bari all’inizio di marzo. Trenta i finalisti suddivisi nelle categorie tradizionale, cioccolato e salata, e tra questi spiccavano i nomi dei due toscani, Francesco Belli e Lorenzo Bandini, che con le loro colombe sono riusciti a entrare nel novero dei migliori dieci artigiani d’Italia, un risultato che assume un valore particolare se si considera la rigidità del regolamento e la competenza della giuria, composta da maestri lievitisti del calibro di Eustachio Sapone, Pietro Netti e Francesco Borioli.
Mentre la Pasticceria Pimpina di Montelupo Fiorentino consolida il proprio posizionamento nel settore, per la Valecchi di Borgo San Lorenzo questo ennesimo premio si inserisce in un periodo particolare. La storica pasticceria mugellana, fondata centodieci anni fa, ha vissuto a febbraio la scomparsa di Alfredo Valecchi, settantanove anni, figura storica dell’attività che aveva raccolto il patrimonio del padre Osvaldo, e che negli ultimi anni aveva affidato la guida del laboratorio proprio al genero Francesco Belli, sostenuto dalla figlia Benedetta Valecchi. La Frusta d’Oro conquistata l’anno precedente ai campionati nazionali della Federazione Internazionale di Pasticceria aveva già certificato l’eccellenza del laboratorio, un premio che Belli, all’epoca, aveva definito “corale”, perché frutto del lavoro di squadra e della qualità delle materie prime, e questo nuovo riconoscimento per la colomba pasquale non fa che confermare la continuità di un impegno che affonda le radici in una tradizione familiare lunga più di un secolo.
La geografia dei premi e la ricerca del consumatore
Se i due pasticceri toscani possono godersi la ribalta nazionale, altri territori hanno fatto incetta di premi in concorsi paralleli, come quello della Federazione Internazionale di Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria che a Carrara ha visto il trionfo della Campania e della Calabria, con Antonio Gargiulo di Sant’Agnello premiato per la migliore classica e Raffaele Romano di Solofra per la salata. In questo panorama, la classifica di Scatti di Gusto, che ha analizzato i prodotti della grande distribuzione, rivela come la distanza tra i lievitati industriali e quelli artigianali si sia ridotta negli ultimi anni, con i supermercati che ampliano l’offerta proponendo collaborazioni con chef e pasticceri di fama, mentre l’artigianato di qualità diventa più accessibile anche attraverso le vendite online.
Per il consumatore che si appresta all’acquisto, la scelta spazia quindi dai marchi storici come Bauli e Balocco, che dominano gli scaffali insieme alle catene come Aldi, fino alle creazioni firmate da volti noti della televisione come Antonino Cannavacciuolo o Carlo Cracco, passando per le chicche artigianali che, come nel caso di Valecchi e Pimpina, rappresentano il frutto di una ricerca sulla lievitazione e sugli ingredienti che nulla ha da invidiare ai grandi nomi della pasticceria internazionale.




