La Toscana piazza due pasticcerie tra le dieci migliori colombe artigianali d’Italia per il concorso Divina Colomba 2026
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Redazione Economia
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La classifica finale del concorso nazionale Divina Colomba 2026, l’evento organizzato da Goloasi e giunto alla sua ottava edizione, ha sancito un importante riconoscimento per la tradizione pasticcera toscana, con due realtà della provincia di Firenze che si sono aggiudicate un posto nella ristretta cerchia delle dieci eccellenze artigianali italiane. La pasticceria Valecchi di Borgo San Lorenzo, seguita dalle sapienti mani del maestro Francesco Belli, e la pasticceria Pimpina di Montelupo Fiorentino, dove opera il maestro Lorenzo Bandini, sono state premiate per la qualità dei loro lievitati, imposti all’attenzione di una giuria tecnica che ha valutato decine di partecipanti da ogni regione. L’annuncio, che arriva a ridosso delle festività pasquali, rappresenta un traguardo significativo non solo per i due artigiani, ma per un intero territorio che da anni investe nella riscoperta dei lievitati a lunga maturazione.
La sfida della tradizione in un mercato in espansione
Il panorama della colomba artigianale, secondo i dati emersi dal primo Osservatorio “Divina Colomba” realizzato da Goloasi, mostra un comparto in salute e in controtendenza rispetto ad altri segmenti dolciari, con il 66,1% dei produttori che prevede un incremento della produzione per questo 2026 e il restante 33,9% che si attesta almeno sui volumi dell’anno precedente. Una vitalità che si scontra però con i costi di produzione, inevitabilmente più alti rispetto alla grande distribuzione, e che si riflette in una forbice di prezzi al pubblico che, per l’86,1% dei laboratori artigianali, si colloca tra i 30 e i 40 euro al chilogrammo. In questo contesto, la selezione operata dal concorso, che ha visto la partecipazione di professionisti sparsi tra il Piemonte e la Puglia, ha premiato quei lievitati capaci di coniugare il rispetto del disciplinare, che impone l’uso esclusivo di lievito madre vivo e canditi senza anidride solforosa, con una personalità riconoscibile.
La ricerca della qualità secondo Scarpato tra creme artigianali e impasti storici
Parallelamente alla diffusione capillare delle piccole pasticcerie, il mercato pasquale registra anche l’affermazione di realtà dalla lunga tradizione come il marchio Scarpato, attivo fin dal 1888, che per questa Pasqua 2026 propone una gamma di colombe pensate come esperienze sensoriali complesse. La loro produzione, come spiegano dalla pasticceria, si fonda su un patrimonio di lievito madre custodito e rinfrescato quotidianamente per generazioni, al quale si aggiunge la realizzazione interna di creme artigianali caratterizzate da una consistenza vellutata e da un profilo gustativo studiato per fondersi armoniosamente con l’impasto. Tra le proposte più originali di questa annata spicca la variante ai tre cioccolati, arricchita da crema al cioccolato bianco e gocce di cioccolato al latte e fondente, ma anche la più sperimentale Colomba Dubai Chocolate Style, che abbina l’impasto al cacao con una crema al pistacchio e la croccantezza della pasta kataifi.
Le dinamiche dei prezzi e le analisi di settore nella Pasqua 2026
L’avvicinarsi della Pasqua, come ogni anno, accende i riflettori sulle strategie d’acquisto dei consumatori, divisi tra la convenienza degli scaffali della grande distribuzione e la qualità ricercata delle botteghe artigiane. La guida realizzata da Scatti di Gusto, che ha confrontato cinquanta prodotti diversi, evidenzia una forbice sempre più ampia tra le versioni economiche, che possono partire da circa cinque euro, e le creazioni firmate da chef e maestri pasticcieri, il cui prezzo può talvolta superare la soglia dei cento euro per le edizioni più complesse o limitate. La valutazione, in questi casi, non si limita al costo ma si allarga a includere fattori come la struttura della mollica, l’alveolatura e l’equilibrio aromatico, elementi che diventano dirimenti per giustificare un posizionamento di prezzo più elevato. La ricerca della colomba perfetta, insomma, si trasforma in un vero e proprio viaggio attraverso le materie prime e le tecniche di lavorazione, dove il risultato finale è determinato dalla pazienza della lievitazione e dalla capacità di selezionare ingredienti di primo piano.




