Mauro boccia il Napoli-Milan: “Due tifosi su quattro si sono addormentati”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La domenica di Pasquetta, si sa, ha il sapore pesante del pranzo rituale, delle lunghe digestioni e dei divani che diventano trappole per i più pigri. Ma c’è un’eccezione, raccontata da Massimo Mauro, che trasforma quel torpore fisiologico in una metafora del nostro calcio. L’ex calciatore, commentatore televisivo, ha descritto la sfida del Maradona tra Napoli e Milan – conclusasi con il gol di Politano – come un “manifesto” involontario dell’attuale stato dell’arte italiano: una partita “bruttissima”, capace di addormentare due dei quattro spettatori riuniti sul suo divano, reduci dalle abbondanze pasquali. Un’occasione per parte, nessuna trama degna di questo nome, e poi il guizzo decisivo. Ecco, per Mauro, la fotografia è spietata: nel nostro campionato, l’imperativo categorico del risultato ha ormai soffocato ogni altra ambizione spettacolare.

L’affondo di Conte e il richiamo della nazionale

Proprio in questo contesto, avvolto dal ghiaccio della noia tattica, si inserisce la voce calda di Antonio Conte. Il tecnico salentino, dopo aver guidato il Napoli alla vittura sui rossoneri, non ha eluso le domande sul futuro incerto della panchina azzurra. “È giusto che il mio nome faccia parte della rosa dei candidati”, ha detto, ricordando di conoscere già quell’ambiente. Parole che, inevitabilmente, riaccendono il dibattito su chi siederà sulla panchina dell’Italia. Conte – e lo si può rivivere attraverso la sua precedente gestione – portò un “miracolo” a Euro 2016, prima di un addio segnato da divergenze profonde con la federazione. Un’eredità, quella, fatta di intensità e nervi scoperti, che oggi torna prepotentemente alla ribalta.

L’analisi di Condò: qualità Inter e il rientro decisivo di Lautaro

Sulle colonne del Corriere della Sera, Paolo Condò ha letto la stessa giornata di campionato con una lente differente, più attenta alla capolista che alle sue inseguitrici. Per il giornalista, più dei risultati dei due big-match – i quali, nei fatti, hanno semplicemente cancellato le tacite illusioni del Milan – è stata la qualità della prestazione dell’Inter a marchiare il trentunesimo turno. Quella reazione alle intemperie, dice Condò, vale più di un punteggio. E sottolinea un elemento chiave: il rientro di Lautaro Martinez, accompagnato dalla “prodezza da titolo” di Calhanoglu, disegna una superiorità tecnica che il Napoli, nonostante tutto, può solo inseguire. Una qualità che si fa differenza concreta, non solo astratta.

La Gazzetta e la risalita del Napoli: lo sprint anti-Inter

Lo spareggio degli anti-Inter, scrive la Gazzetta dello Sport, lo ha vinto il Napoli. I partenopei sono risaliti a meno sette dalla vetta, con sette giornate ancora da giocare. Un’aritmetica che regge su un’osservazione precisa: il Napoli, devastato dagli infortuni, è ripartito proprio nel momento in cui – privato dell’impegno infrasettimanale della Champions League – ha potuto tornare ad allenarsi per l’intera settimana. Un vantaggio non trascurabile, anche se l’analisi della rosea resta realista: sette punti di scorta equivalgono per l’Inter a un vantaggio di due giornate “virgola qualcosa”. Troppo, forse, anche per un Conte che pure sa come innervosire gli avversari, senza lasciare nessuno tranquillo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.