Addio a Ozzy Osbourne, il principe delle tenebre che ha fatto tremare il rock

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   John Michael Osbourne, per tutti semplicemente Ozzy, se n’è andato a 76 anni, lasciando un vuoto incolmabile non solo nella musica, ma nell’immaginario di intere generazioni. Nato ad Aston, sobborgo operaio di Birmingham, il 3 dicembre 1948, la sua vita è stata un turbine di eccessi, cadute e resurrezioni, tanto da trasformarlo in un’icona capace di trascendere il rock stesso. Abbandonata la scuola a 15 anni, trovò nella musica l’unica via di fuga da un destino già segnato dalla povertà, fondando con Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward i Black Sabbath, band che avrebbe ridefinito per sempre i confini dell’heavy metal.

L’Aston Villa, squadra del cuore, lo ha salutato con un commosso post su Instagram, ricordando il legame viscerale tra Ozzy e le sue radici. «Cresciuto ad Aston, a due passi dal Villa Park», si legge nel messaggio del club, che lo scorso 5 luglio gli aveva persino dedicato un’ultima, epica esibizione davanti a 40mila persone. Un addio in grande stile, quello del cantante, che nonostante la battaglia contro il Parkinson – diagnosticato nel 2020 – aveva voluto salire sul palco un’ultima volta, seduto su un trono nero ma con la voce ancora capace di incendiare la folla.

Tra i primi a rendergli omaggio è stato Danny Trejo, attore noto per pellicole cult come Machete, che sui social lo ha definito «una delle anime più folli mai vissute». E mentre i fan piangono la scomparsa del “Principe delle Tenebre”, non si può non parlare di Sharon Arden, moglie e manager che ne ha plasmato la carriera, trasformando il caos della sua vita in un brand globale, reso popolare dal reality The Osbournes.

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