Il giallo degli scienziati nucleari e spaziali: 11 morti o scomparsi, indaga l’Fbi
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Redazione Esteri
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Sono almeno undici, secondo le ultime ricostruzioni, i professionisti del settore nucleare e aerospaziale – fisici, ingegneri, tecnici di laboratori strategici – che negli ultimi tre anni hanno fatto una fine oscura o sono letteralmente spariti nel nulla. Una sequenza di eventi, apparentemente slegati tra loro, che ha finito per alimentare un fitto reticolo di congetture, arrivando persino a sollecitare una reazione ufficiale dalla Casa Bianca. Nessun collegamento evidente è emerso finora, eppure la semplice accumulazione di questi casi – morti improvvise, scomparse senza spiegazioni – ha costretto le agenzie federali a guardarci dentro con maggiore attenzione.
La portavoce Karoline Leavitt, attraverso alcuni messaggi pubblicati su X, ha confermato che l’Fbi ha avviato un’operazione investigativa di una certa ampiezza, su esplicita richiesta della presidenza. Si tratta, nelle intenzioni dichiarate, di verificare se esista o meno un filo conduttore tra le vicende che hanno coinvolto questi undici scienziati, tutti legati a programmi sensibili – si va dai laboratori di ricerca nucleare fino alla Nasa – e dunque potenzialmente in possesso di informazioni coperte da segreto. L’ipotesi di interferenze esterne, di accessi non autorizzati a dati riservati, viene presa in considerazione anche se, va detto, nessuna prova sostanziale l’ha finora suffragata.
Le parole del presidente e l’ombra delle teorie del complotto
Donald Trump, che siede alla Casa Bianca ormai da più di un anno, non ha nascosto una certa preoccupazione quando i giornalisti gli hanno chiesto conto di questa inquietante sequenza. «È una questione piuttosto seria, si spera sia una coincidenza», ha risposto, dimostrando di avere ben presente il clima di sospetto che circonda la vicenda. Le sue parole, per quanto misurate, hanno di fatto legittimato un’attenzione mediatica che prima vagava tra forum online e trasmissioni di approfondimento minori. Il fatto stesso che la massima carica dello Stato parli di «coincidenza» come speranza – e non come certezza – la dice lunga sul clima che si respira nei corridoi del potere.
Intorno a questi decessi e sparizioni, va detto, si è già addensato un fitto strato di speculazioni. C’è chi parla di una sistematica opera di rimozione di testimoni scomodi, chi di un’azione mirata da parte di potenze straniere, chi addirittura di incidenti occorsi durante esperimenti non divulgabili. Ma l’Fbi, per ora, non ha validato nessuna di queste piste. L’indagine – hanno fatto sapere fonti federali – procede con cautela, incrociando dati anagrafici, circostanze dei decessi, tempistiche e luoghi. Un lavoro certosino, che potrebbe durare mesi.
La fragilità del nesso causale e il peso delle coincidenze
Ciò che rende oggettivamente difficile l’inquadramento giudiziario della vicenda è proprio l’assenza, allo stato attuale, di un nesso causale evidente tra i vari episodi. Non si tratta di undici persone uccise tutte con la stessa modalità, né scomparse tutte nelle stesse circostanze. C’è chi è morto in un incidente stradale, chi in circostanze mai chiarite, chi non ha più dato notizie di sé da un giorno all’altro. Eppure, è il loro profilo professionale a renderli accomunabili: tutti lavoravano – o avevano lavorato – in strutture ad alta sicurezza, con accesso a tecnologie considerate strategiche per la sicurezza nazionale.
La Casa Bianca ha insistito affinché si esplori anche l’eventualità, per ora non suffragata da alcuna evidenza concreta, di un accesso illecito a informazioni sensibili. In altre parole, i vertici dell’amministrazione non escludono che qualcuno – un’organizzazione criminale, un servizio segreto straniero, una rete di intelligence parallela – abbia potuto avere un interesse a far tacere o a far sparire queste persone. Ma resta, ripetono gli inquirenti, una mera ipotesi di lavoro.
Un’inchiesta che parte da lontano e guarda ai particolari
L’Fbi ha cominciato a setacciare i fascicoli, alcuni dei quali erano rimasti archiviati come semplici incidenti o come casi di persone scomparse senza particolari sospetti. Ora ogni dettaglio viene passato al setaccio: le ultime comunicazioni degli scienziati, i viaggi effettuati nei giorni precedenti la scomparsa, eventuali contatti con cittadini stranieri, perfino lo stato di manutenzione dei mezzi coinvolti in incidenti mortali. Un lavoro meticoloso, che non disdegna neppure la verifica di piccole incongruenze temporali o geografiche.
Quel che emerge, per ora, è un quadro frammentato. Le voci di corridoio, le teorie che circolano sui social network, i presunti “retroscena” rilanciati da alcuni organi di stampa specializzati: tutto questo finisce per mescolarsi con i pochi dati ufficiali, creando una nebbia fitta che l’inchiesta federale tenta lentamente di diradare. Nessun arresto, nessun fermo, nessuna richiesta di estradizione. Solo la conferma che il dipartimento di Giustizia segue il caso con la massima attenzione, e che ogni pista – anche la più scomoda – verrà percorsa fino in fondo.




