Autistici/Inventati, sito e servizi bloccati dopo le sanzioni Usa
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Autistici/Inventati ha il sito irraggiungibile dalla mattina del 28 agosto e, secondo quanto riportato, non funzionano neppure diversi servizi collegati al collettivo, dalle caselle di posta elettronica all’account PayPal usato per raccogliere donazioni. Chi prova a visitare Autistici.org visualizza il messaggio «Impossibile raggiungere il sito», accompagnato dall’indicazione che non è possibile trovare l’indirizzo Ip del server. Il down viene indicato a partire dalle 3.57 e coinvolge anche newsletter e siti ospitati nello spazio che da venticinque anni fornisce dall’Italia strumenti e pratiche di comunicazione indipendenti. Il blocco viene presentato come il primo effetto delle sanzioni statunitensi che hanno coinvolto il collettivo.
Le sanzioni Usa e la strategia attribuita a Marco Rubio
La vicenda viene inserita nel quadro della strategia dell’amministrazione Trump portata avanti attraverso il segretario di Stato Marco Rubio. Secondo le informazioni fornite, gli Stati Uniti hanno esteso l’impiego delle sanzioni antiterrorismo risalenti al 2001 fino a colpire collettivi antifascisti e filopalestinesi in Europa. Strumenti nati nel contesto della lotta ad Al Qaeda vengono così descritti come utilizzati contro realtà legate al dissenso di sinistra. Gli attivisti contestano questa impostazione e definiscono le accuse «strumentali», sostenendo inoltre che le misure li colpiscano anche per il sostegno alla Palestina. Autistici/Inventati viene indicato come uno dei collettivi coinvolti da questa linea.
Per A/I le conseguenze segnalate non riguardano soltanto la possibilità di aprire una pagina web. Il collettivo è formato unicamente da volontari e utilizza PayPal per raccogliere donazioni, considerate uno strumento importante per sostenere le proprie attività. Alla base del progetto viene indicata l’idea di mantenere internet come uno spazio di libertà nel quale le persone possano comunicare senza sottostare agli interessi delle aziende. Il blocco interessa quindi strumenti diversi che fanno parte dell’infrastruttura usata dal gruppo: sito, posta elettronica, newsletter e pagine che dipendono dallo spazio messo a disposizione da Autistici/Inventati.
Il rischio indicato da A/I per i servizi indipendenti
Nell’intervista citata, il collettivo concentra l’attenzione su una conseguenza che considera più ampia rispetto al proprio caso. «Il rischio maggiore, non solo per noi, è quello che in futuro non sia più possibile per una associazione indipendente fornire servizi al di fuori della logica commerciale», afferma A/I. La questione riguarda quindi la possibilità di continuare a offrire strumenti di comunicazione indipendenti, legali e liberi dal controllo delle grandi piattaforme, attività che il gruppo porta avanti da venticinque anni. La chiusura del sito viene definita dal collettivo un «atto senza precedenti», mentre l’indisponibilità simultanea di più servizi rende immediatamente visibili gli effetti delle misure indicate.
La vicenda ha anche un risvolto politico europeo. Nelle informazioni disponibili viene indicato che il Pd sta preparando un’interrogazione al Parlamento Ue in relazione al blocco del sito di A/I e alle sanzioni decise dagli Stati Uniti. Al centro resta quanto accaduto dalla notte del 28 agosto: Autistici.org non è raggiungibile, insieme alle caselle mail, alle newsletter e ad altri siti che si appoggiano alla sua infrastruttura. Per il collettivo, che rivendica un modello basato sul volontariato e su servizi indipendenti dalle grandi piattaforme commerciali, il blocco coinvolge direttamente gli strumenti attraverso i quali da venticinque anni rende disponibili pratiche e spazi di comunicazione autonoma.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
