24 Ore di Le Mans, Cadillac resiste a Toyota dopo una notte che cambia tutto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La 24 Ore di Le Mans entra nelle sue fasi decisive con la Cadillac V-Series.R del team Jota ancora al comando dopo una notte che ha modificato profondamente gli equilibri della corsa. Con il ritorno della luce sul Circuit de la Sarthe, la sfida per le posizioni di vertice vede coinvolte Cadillac, Toyota e BMW, protagoniste di un confronto serrato che si è sviluppato tra strategie differenti, penalità e problemi tecnici. Nelle ore precedenti Ferrari ha dovuto fare i conti con inconvenienti che hanno compromesso le sue ambizioni di vittoria assoluta, mentre davanti la battaglia è rimasta apertissima, senza una leadership realmente al sicuro.

Le prime ore del mattino hanno confermato la capacità di Cadillac di difendere la propria posizione nonostante una gara caratterizzata da continui cambiamenti. Toyota continua a restare una presenza costante nelle zone alte della classifica e il confronto diretto tra i due costruttori rappresenta uno degli elementi centrali di questa edizione. Anche BMW si è inserita stabilmente nella lotta per il vertice, contribuendo a rendere la situazione estremamente dinamica e influenzata non soltanto dal ritmo in pista, ma anche dalle diverse finestre di rifornimento e dalle scelte strategiche adottate dai team.

Penalità e colpi di scena cambiano la corsa al vertice

La notte aveva già fornito indicazioni importanti sull’evoluzione della gara. Dopo il tramonto, infatti, era stata la BMW M del Team WRT di Robin Frijns a portarsi al comando al termine della settima ora, confermando quanto gli equilibri fossero ancora lontani dall’essere definiti. Cadillac, Toyota e BMW hanno continuato a inseguirsi in una lotta molto ravvicinata, con distacchi e posizioni influenzati dalle strategie di sosta. In quella fase nessuna vettura era riuscita a costruire un margine sufficiente per gestire la corsa senza pressioni, lasciando aperto ogni scenario nelle ore successive.

Uno dei momenti più significativi è arrivato attorno alla diciassettesima ora. La Cadillac numero 12, che in quel momento occupava la prima posizione, ha ricevuto un drive through dopo un’infrazione commessa da Louis Deletraz in regime di slow zone. La penalità ha avuto un impatto immediato sulla classifica, facendo scivolare la vettura americana fino alla terza posizione. A beneficiare della situazione sono state la Toyota numero 8 e la BMW numero 20, che si sono ritrovate a contendersi le posizioni di vertice in una fase particolarmente delicata della gara.

Il confronto tra Brendon Hartley e Sheldon Van Der Linde ha aggiunto ulteriore tensione alla corsa. Per alcuni giri Toyota e BMW hanno viaggiato molto vicine, dando vita a un duello giocato soprattutto sulla gestione della pressione e delle strategie. Non si sono registrati attacchi decisivi, ma la sfida ha evidenziato quanto il margine tra i protagonisti fosse ridotto. A rendere ancora più complesso il quadro per Toyota sono arrivati anche problemi ai freni, un elemento che ha contribuito a mantenere aperta la battaglia per le posizioni più importanti.

LMP2 e LMGT3 tra conferme e penalità

Nelle altre categorie emergono situazioni più definite. In LMP2 continua infatti il dominio della Oreca del Duqueine Team, con Richard Verschoor capace di controllare la corsa mantenendo oltre un minuto di vantaggio sulle due vetture schierate da Inter Europol Competition. Il margine accumulato consente al leader della categoria di gestire la situazione con maggiore tranquillità rispetto a quanto accade nella classe Hypercar, dove la lotta resta molto più ravvicinata. Anche in questo caso, tuttavia, la durata della gara impone prudenza e una gestione accurata delle fasi finali.

Nella graduatoria ProAm resta davanti il prototipo di Crownstrike Racing by APR. Alle sue spalle, invece, AF Corse ha dovuto affrontare una penalità di cinque secondi scontata durante una sosta ai box a causa di un unsafe release in pit-lane. Un episodio che ha inciso sullo svolgimento della categoria e che si aggiunge alla lunga serie di penalità che hanno caratterizzato questa edizione della 24 Ore di Le Mans. Nel frattempo, in LMGT3 è Corvette a dettare il ritmo, contribuendo a definire un quadro competitivo che continua a evolversi giro dopo giro mentre la corsa si avvicina alle sue fasi più delicate.

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