La morte di Fakir e la circolare di maggio 2026 per i poliziotti: in caso di malessere, «la presa dovrà essere allentata subito posizionando il soggetto su un fianco»

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Corriere di Bologna INTERNO

«Omicidio colposo» è l’ipotesi di reato con cui la Procura di Bologna indaga per la morte di Abderrahim Fakir, 42 anni, deceduto domenica mentre era immobilizzato a terra da due agenti del commissariato Bolognina a cavalcioni su di lui, mentre un altro cittadino gli teneva ferme le gambe. Una manovra di contenimento resasi necessaria per lo stato di esasperata agitazione, forse dovuta a un abuso di sostanze, in cui i poliziotti avevano trovato l’uomo al quartiere Pilastro. (Corriere di Bologna)

Su altre fonti

La guerriglia urbana in pieno centro a Bologna a pochi passi da piazza Maggiore è andata avanti ieri fino a tarda notte. Una sacca di attivisti ha continuato fino a oltre mezzanotte a lanciare oggetti agli agenti di polizia. (Open)

A dirlo, parlando con i cronisti, è l'avvocato Gabriele Bordoni, che assiste i due poliziotti il cui intervento domenica al Pilastro si è concluso con la morte del 42enne Abderrahim Fakir. (Corriere di Bologna)

La guerriglia nella notte: auto date alle fiamme, bici vandalizzate e dehors devastati Ulteriori danni sono stati realizzati dai violenti nelle vie centrali della città, adiacenti a piazza Maggiore dove è partita la manifestazione, fa sapere la Questura. (Leggo.it)

Scontri in città, la difficile nottata di Bologna

Il 19 luglio, nel quartiere Pilastro di Bologna, Abderrahim Fakir, un cittadino marocchino di 42 anni, muore durante un intervento della Polizia di Stato, che era stato sollecitato dai residenti per la presenza di un uomo in forte stato di agitazione. (Mediaset Infinity)

La decisione di convocare una manifestazione a Bologna dopo la morte di Abderrahim Fakir? “Noi l’abbiamo giudicata subito una scelta irresponsabile, non solo per le conseguenze che erano immaginabili, purtroppo è accaduto quello che ci si aspettava, devastazioni e feriti”, ma soprattutto perché si trattava di “una manifestazione di sfiducia nei confronti dell’apparato della pubblica sicurezza e della Magistratura che ha il dovere e il compito di indagare in questa situazione“. (sap-nazionale.org)

Manganellate, getti d'acqua con l'idrante, lanci di bottiglie e pietre, bombe di carta, lacrimogeni, incendio di due auto, barricate fatte con le mobike, l'urlo assassini assassini. La nottata di Bologna è stata tutto questo, difficile, lunga e pericolosa (èTV Rete 7)