Collasso del sistema ospedaliero in Calabria, stato d’emergenza dichiarato
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Redazione Salute
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La sanità calabrese, da anni in bilico tra carenze strutturali, mancanza di personale e finanziamenti insufficienti, ha raggiunto un punto di non ritorno. Il Consiglio dei Ministri, accogliendo l’appello del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha dichiarato lo stato di emergenza per il sistema ospedaliero regionale. Una decisione che, se da un lato segna un’ammissione di fallimento, dall’altro rappresenta un tentativo concreto di superare decenni di immobilismo e ritardi nella costruzione di nuove strutture sanitarie. L’obiettivo è chiaro: accelerare i tempi e garantire risorse adeguate per migliorare l’assistenza ai cittadini, che da troppo tempo si trovano a fare i conti con un servizio al collasso.
La situazione, già critica, è stata ulteriormente aggravata dalla gestione pasticciata delle Aziende Sanitarie Locali (Asl). Nonostante un piano iniziale prevedesse la riduzione delle Asl da 11 a 8, ne sono state mantenute in vita 5, mentre le Aziende Ospedaliere (AO) sono state riorganizzate in modo che molti definiscono “opaco”. Una frammentazione che ha contribuito a rendere ancora più complessa la già precaria situazione, alimentando polemiche e accuse di inefficienza. Doris Lo Moro, già assessore alla sanità e oggi candidata sindaco a Lamezia Terme, in un’intervista risalente a quasi cinque anni fa, aveva già denunciato le criticità di un sistema che, a suo dire, era stato “mercificato sull’altare del volere centralista”. Parole che, a distanza di tempo, sembrano assumere un significato ancora più profondo.
Nel frattempo, il dibattito politico locale continua a infiammarsi. Francesco Comito, esponente di Forza Italia, non ha risparmiato critiche al centrosinistra calabrese, accusandolo di mancare di serietà nell’affrontare la questione sanitaria. “Dopo vent’anni di attesa, ci si sarebbe aspettati un approccio più costruttivo”, ha dichiarato Comito, definendo “grottesche” le posizioni assunte da alcuni esponenti dell’opposizione, tra cui il consigliere Lo Schiavo. Secondo Comito, il presidente Occhiuto sta dimostrando una determinazione senza precedenti nel tentativo di risolvere una crisi che, altrimenti, rischierebbe di diventare irreversibile.
La dichiarazione dello stato di emergenza, tuttavia, non è stata accolta da tutti con entusiasmo. C’è chi vede in questa mossa un’ulteriore prova dell’incapacità della politica di gestire la cosa pubblica in modo ordinario, ricorrendo a strumenti straordinari solo quando la situazione diventa insostenibile. Altri, invece, sottolineano come questa decisione possa finalmente aprire la strada a interventi rapidi ed efficaci, necessari per restituire ai calabresi un servizio sanitario dignitoso.
Intanto, la cronaca nera continua a gettare ombre su un sistema già in affanno. Recenti episodi, che hanno visto protagonisti pazienti costretti a lunghe attese o a trasferimenti improvvisati, hanno riacceso i riflettori sulle carenze di un sistema che fatica a garantire anche i servizi più basilari. Senza entrare nel dettaglio di vicende che meritano rispetto e discrezione, è evidente come la crisi sanitaria calabrese non sia solo una questione di numeri o di bilanci, ma abbia ripercussioni dirette sulla vita delle persone.




