Medicina interna al collasso: in Calabria l’83% dei reparti in sovraccarico, nazionale al 58%
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
I reparti di Medicina interna negli ospedali italiani sono ormai un termometro impietoso delle criticità del sistema sanitario, con un tasso di occupazione dei letti che supera spesso la capienza consentita. Secondo un’indagine condotta dalla Fadoi, la Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti, il 58% delle unità operative a livello nazionale è in "overbooking", costretto a sistemare pazienti in lettighe di fortuna o corridoi, mentre il personale, ridotto all’osso, fatica persino a dedicarsi alla ricerca. Lo studio, che ha coinvolto 216 reparti tra i più grandi del Paese – rappresentativi di circa metà dei posti letto e dei medici del settore – dipinge un quadro in cui la carenza cronica di risorse si scontra con una domanda di cure sempre più pressante.
La situazione raggiunge picchi drammatici in Calabria, dove l’83% dei reparti registra un sovraffollamento che costringe a ricoveri improvvisati, con tende a separare letti aggiunti in spazi non destinati all’assistenza. «Qui il collasso è strutturale», si legge nel report, che sottolinea come un quarto dei ricoveri potrebbe essere evitato con servizi territoriali efficienti e una prevenzione adeguata. Ma è l’intero sistema a mostrare crepe profonde: in Liguria, ad esempio, il 57% dei reparti ha tutti i letti occupati, spesso da pazienti anziani o affetti da più patologie, il cui ricovero prolungato è spesso causato dall’impossibilità di garantire loro assistenza fuori dall’ospedale.




