Metalmeccanici in sciopero: trattativa ferma, sindacati in piazza
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Redazione Interno
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Oggi i metalmeccanici tornano in piazza con tre ore di sciopero, proclamato da Fim, Fiom e Uilm, per rivendicare la riapertura del tavolo negoziale sul rinnovo del Contratto Nazionale Federmeccanica-Assistal. Nonostante il successo delle prime otto ore di mobilitazione, culminate nella manifestazione di Prato lo scorso 18 dicembre, le trattative restano bloccate. La causa principale è l’atteggiamento di chiusura delle aziende e delle associazioni datoriali, accusate dai sindacati di mantenere posizioni rigide e poco inclini al dialogo. "La nostra piattaforma, votata e sostenuta da centinaia di migliaia di lavoratori, non può essere ignorata", si legge in una nota congiunta delle sigle sindacali, che chiedono di affrontare temi cruciali come salari, orari e condizioni di lavoro.
La protesta si inserisce in un contesto già critico per il settore, soprattutto in aree come l’Alessandrino, dove numerose aziende versano in difficoltà. Secondo i dati diffusi da Cgil, Cisl e Uil, molti lavoratori sono costretti a ricorrere alla cassa integrazione, mentre le fabbriche faticano a mantenere i livelli produttivi. "Più salario, meno orario", è lo slogan che accompagna le mobilitazioni, sintetizzando le richieste di chi chiede miglioramenti retributivi e una riduzione del carico di lavoro.
La nuova tornata di scioperi, iniziata a febbraio, si sta articolando in diverse forme: dalle interruzioni della produzione per un’ora al giorno fino a giornate intere di fermo. Le iniziative, organizzate dai lavoratori e dalle Rsu, mirano a mantenere alta l’attenzione su un contratto scaduto a giugno 2024 e ancora lontano dal rinnovo. Le proteste, che coinvolgono migliaia di operai in tutta Italia, rappresentano un segnale chiaro: senza un’apertura concreta da parte delle controparti, la mobilitazione non si fermerà.




