Metalmeccanici in sciopero alla Merlo, sindacati minacciano nuovo blocco se non riparte la trattativa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un’ora e mezza di stop per ogni turno: è la misura dello sciopero proclamato dalla Fiom Cgil domani, mercoledì 21 maggio, nello stabilimento Merlo di San Defendente di Cervasca, dove operano quasi 1.200 addetti. Dalle 9.30 alle 11 per il primo turno, dalle 20.30 alle 22 per il secondo e dalle 4.30 alle 6 per quello notturno, i lavoratori del gruppo leader nella produzione di sollevatori telescopici incroceranno le braccia. La protesta, che riguarda sia il premio di produzione – ridotto, secondo i sindacati – sia il più ampio stallo sul rinnovo del contratto nazionale metalmeccanico, si inserisce in un clima di tensione crescente.

A Bologna, intanto, Fiom, Fim e Uilm hanno riunito 1.500 delegati, lanciando un ultimatum chiaro: se le trattative non riprenderanno entro fine maggio, il 20 giugno scatterà un nuovo sciopero nazionale, con manifestazioni che promettono di paralizzare le città. "Federmeccanica, Assistal e Unionmeccanica non hanno voluto mettere mano al portafogli", accusano i sindacati, nonostante pressioni da parte di grandi gruppi – tra cui Marelli, Ducati e Leonardo – per sbloccare la situazione.

Il contratto, scaduto da un anno, è al centro di uno scontro senza precedenti: già 32 ore di sciopero sono state accumulate, un dato che non si registrava dal 1999. I segretari Michele De Palma (Fiom), Ferdinando Uliano (Fim) e Rocco Palombella (Uilm) hanno fissato un nuovo termine, il 30 maggio, oltre il quale altre 8 ore di blocco nazionale saranno inevitabili. La trattativa, interrotta a novembre, non ha visto aperture da parte delle associazioni datoriali, che finora hanno opposto un rifiuto netto a qualsiasi ipotesi di riapertura.

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