Italia fuori dal Mondiale, la notte amara di Zenica e il bilancio dei nerazzurri tra qualificazioni e amichevoli
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Redazione Sport
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Si è chiusa con il fischio finale di una delle notti più amare degli ultimi anni l’ultima finestra dedicata alle nazionali di questa stagione, un’edizione 2025-26 che lascia strascichi profondi nel calcio italiano. A Zenica, allo Stadion Bilino Polje, l’Italia ha detto addio al sogno mondiale per la terza volta consecutiva, battuta ai calci di rigore dalla Bosnia-Erzegovina dopo un match che aveva preso una piega drammatica già nel primo tempo. L’espulsione di Alessandro Bastoni, avvenuta al 41’, ha rappresentato il crinale di una partita in cui gli azzurri, passati in vantaggio con Moise Kean al quarto d’ora, hanno dovuto difendere il risultato in inferiorità numerica per oltre un tempo. La rete del pareggio bosniaca, arrivata a undici minuti dal termine, ha sancito il prolungarsi della sfida fino ai calci dal dischetto, dove i nerazzurri scesi in campo titolari – Nicolò Barella, Bastoni e Federico Dimarco – hanno assistito a un epilogo che riporta l’Italia fuori dalla Coppa del Mondo per la terza edizione di fila.
L’impiego dei calciatori dell’Inter tra spareggi e amichevoli
Nel complesso, sono stati dodici i calciatori dell’Inter impegnati tra playoff di qualificazione ai Mondiali 2026 e amichevoli internazionali di lusso, un periodo intenso che ha restituito numeri significativi in termini di minutaggio. I nerazzurri hanno totalizzato complessivamente 1466 minuti sul campo, arricchendo il proprio score con due reti e quattro assist distribuiti nelle varie competizioni. A guidare la classifica dei più utilizzati ci sono Federico Dimarco, che ha giocato per intero entrambi gli impegni dell’Italia accumulando 180 minuti, e Nicolò Barella, fermo a quota 175. Seguono da vicino Hakan Çalhanoğlu con 173 minuti e Piotr Zieliński con 171, a testimonianza di quanto questi elementi siano diventati pilastri anche nelle rispettive selezioni.
La Turchia vola al Mondiale, la beffa per Polonia e Italia
Tra le storie a lieto fine spicca quella della Turchia, che ha centrato la qualificazione alla Coppa del Mondo per la prima volta dal 2002. Il capitano Hakan Çalhanoğlu, grande protagonista con la fascia al braccio, ha guidato i suoi nel successo prima contro la Romania e poi nella finale contro il Kosovo, festeggiando sul campo un ritorno che mancava da ventiquattro anni. Una gioia che non ha trovato riscontro per la Polonia di Piotr Zieliński, anch’egli in campo nelle due gare decisive: dopo il gol nella semifinale vinta contro l’Albania, il centrocampista polacco ha fornito un assist nella finale persa al fotofinizio contro la Svezia, maturata grazie a una rete subita nei minuti finali del recupero. Per Zielinski, così come per Barella e Bastoni, l’amarezza di una qualificazione sfumata all’ultimo atto.
I minutaggi e i contributi nelle amichevoli internazionali
Per quanto riguarda le amichevoli di prestigio, la finestra ha visto protagonisti anche gli altri rappresentanti del club. Marcus Thuram ha giocato entrambe le sfide della Francia contro Brasile e Colombia, realizzando un gol e fornendo un assist nei 78 minuti scesi in campo contro i colombiani. Denzel Dumfries e Stefan de Vrij hanno raccolto minuti importanti con l’Olanda: il primo ha servito un assist nei 90 minuti giocati contro la Norvegia, mentre il secondo ha totalizzato 98 minuti complessivi tra le due partite. Petar Sucic ha preso parte alle amichevoli della Croazia contro Colombia e Brasile, mentre Manuel Akanji ha giocato per la Svizzera in entrambe le uscite contro Germania e Norvegia. A completare il quadro, l’Italia ha schierato nella finale di Zenica ben tre titolari dell’Inter – Dimarco, Barella e Bastoni – oltre a Pio Esposito e Davide Frattesi, entrati a partita in corso nel tentativo di ribaltare una situazione resa complicata dall’inferiorità numerica.




