Kering, la staffetta franco-italiana nel lusso con de Meo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   François-Henri Pinault, che in due decenni ha radicalmente riconvertito l’impero creato dal padre abbandonando la grande distribuzione per inseguire – e conquistare – i vertici globali del lusso, ha ceduto il timone. Da ieri, 15 settembre, la guida operativa di Kering è nelle mani di Luca de Meo, il manager italiano voluto dallo stesso Pinault e prelevato dalla presidenza di Renault dopo una lunga e vittoriosa carriera nel settore automotive.

Un cambio della guardia, questo, percepito come un segnale forte e necessario inviato tanto alla moda quanto alla finanza, con l’obiettivo dichiarato di rilanciare le sorti del gruppo – specialmente quelle di Gucci – e di ridurre l’ingente debito. Nell’assemblea degli azionisti del 9 settembre, Pinault, presentando il suo successore, ha precisato che il nuovo direttore generale non attenderà la presentazione del piano strategico, prevista per la primavera del 2026, per assumere decisioni cruciali.

E infatti, de Meo, entrato in carica ieri, ha immediatamente avviato le sue mosse. La prima, sebbene non ancora resa ufficiale, riguarda l’affidamento della guida di Gucci a Francesca Bellettini, già vicepresidente del gruppo e responsabile dello sviluppo di tutti i brand del portafoglio; un marchio, quello del gigante fiorentino, che da solo contribuisce per circa il 40% ai ricavi totali ma che versa da tempo in una fase di profonda difficoltà. Parallelamente, il nuovo ceo ha già rinegoziato con Mayhoola, posticipando di due anni – al 2028-2029 – la scadenza per l’acquisizione del 70% di Valentino, e ha siglato un accordo di licenza per la produzione degli occhiali del celebre brand romano attraverso Kering eyewear.

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