Kering in volata a Parigi, il mercato dà fiducia a De Meo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Titolo Kering ha compiuto un balzo del 14% alla Borsa di Parigi, registrando il rialzo più significativo degli ultimi anni, dopo che il colosso del lusso ha comunicato un calo delle vendite nel quarto trimestre inferiore alle attese. Questo trimestre, il primo guidato dall’amministratore delegato Luca de Meo, giunto dall’esperienza in Renault, ha mostrato i primi segnali di una possibile stabilizzazione, sebbene l’esercizio 2025 nel suo complesso si sia chiuso con ricavi in netto ribasso. I dati, che hanno superato le previsioni più caute, sono stati interpretati dagli investitori come un primo, timido avallo della strategia del nuovo numero uno, il quale ha promesso di risanare i margini e di intraprendere decisioni coraggiose per ristrutturare un gruppo finito sotto intensa pressione finanziaria.

I numeri del quarto trimestre e il contesto annuale

Nel dettaglio, Kering ha chiuso i tre mesi conclusivi dell’anno con ricavi pari a 3,9 miliardi di euro, segnando un calo del 3% a tassi di cambio costanti, una flessione meno pronunciata di quel -5% che era stato anticipato dal consenso degli analisti. Questo risultato, per quanto ancora negativo, ha limitato i danni di un esercizio 2025 complessivamente difficile, caratterizzato da ricavi in calo del 13% a 14,67 miliardi e da un utile netto più che dimezzato, considerando anche le operazioni straordinarie. Proprio tali operazioni, tra cui spicca la cessione del business beauty a L'Oréal, hanno permesso al gruppo di ridurre il proprio indebitamento, liberando risorse e generando un contesto finanziario più solido su cui De Meo può ora lavorare.

La tenuta di Gucci e le mosse strategiche

Elemento cruciale scrutinato dai mercati è stata la performance del marchio ammiraglio Gucci, la cui tenuta nell’ultimo periodo è parsa migliore del previsto, contribuendo in modo decisivo al tonfo meno severo del fatturato del gruppo. La casa di moda fiorentina, che rappresenta il cuore pulsante dell’impero di Kering, è infatti al centro della crisi di crescita che ha colpito il conglomerato, e ogni suo segnale di stabilizzazione viene immediatamente catturato e premiato dagli operatori. La mossa di dismissione del ramo bellezza, completata nei mesi scorsi, rientra in quel piano di semplificazione e di ritorno all’essenziale che De Meo sta perseguendo, con l’obiettivo dichiarato di concentrare energie e capitali sui brand core del portafoglio.

La sfida aperta e il percorso di risanamento

Nonostante l’entusiasmo degli scambi borsistici, la sfida per il nuovo management resta immutata e di non semplice soluzione, poiché il problema principale del gruppo rimane la prolungata debolezza di Gucci, motore tradizionale di crescita e di margini. Il compito di De Meo, che ha ereditato una situazione complessa, non si limita dunque a gestire la contrazione dei ricavi, ma implica una profonda ristrutturazione operativa e creativa per ridare slancio al brand simbolo. L’attenzione degli investitori, che hanno premiato l’avvio del suo mandato con un voto di fiducia espresso in Borsa, è ora tutta rivolta alle prossime mosse concrete che dovranno tradurre le promesse in un piano esecutivo chiaro, capace di invertire una tendenza che perdura da diversi trimestri.

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