Kering, il rosso di Parigi e l’attesa per il piano di Luca de Meo a Firenze
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Redazione Economia
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Il titolo, che pure continua a rappresentare una delle realtà più influenti nel panorama globale del lusso, segna un cedimento del 3,62% alla borsa di Parigi. Una flessione, quella registrata da Kering, che appare ancora più significativa se paragonata alla tenuta relativa del Cac40, rispetto al quale la multinazionale guidata ora da Luca de Meo mostra una tendenza settimanale decisamente più fiacca. Questo andamento, spiegano gli addetti ai lavori, potrebbe tradursi in un’imminente opportunità di vendita per chi detiene il titolo, sebbene il quadro tecnico di brevissimo periodo riveli un’accelerazione al rialzo della curva: il target individuato dai modelli si attesta a quota 269,1 euro. Tuttavia, attenzione al possibile rischio di una discesa fino a 264,6 euro; una correzione che, seppur temporanea, non pregiudicherà la solidità del trend di fondo, ma che impone comunque una certa cautela all’operatore.
Il conto alla rovescia per il Capital markets day
Mentre i mercati digeriscono questi segnali contrastanti, l’attenzione si sposta tutta sulla vigilia del Capital markets day, in programma il 16 aprile a Firenze. È lì, e non altrove, che il ceo italiano – un manager che arriva dal mondo dell’automobile, fatto non secondario per comprendere la sua visione industriale – svelerà la strategia con cui intende ridisegnare il futuro del conglomerato francese. La scelta della città toscana non è casuale, considerando che l’Italia rappresenta l’85% della produzione del gruppo e addirittura l’80% del suo fatturato. Una dipendenza produttiva, questa, che de Meo ha deciso di trasformare in un pilastro del rilancio, puntando su una riorganizzazione interna che non si limiti più a gestire una semplice somma di marchi, ma che costruisca un vero gruppo industriale.
Gucci, il nodo da sciogliere e la nuova architettura
La partita, per chi segue da anni le vicende del lusso parigino, è essenzialmente una: ridurre la pericolosa dipendenza da Gucci, il marchio di punta le cui difficoltà hanno appesantito i conti e la performance in Borsa. François-Henri Pinault, affidando l’incarico a de Meo, gli ha consegnato proprio questo compito: rimettere in carreggiata una nave che, pur restando imponente, aveva perso parte della sua velocità di crociera. Il piano, che il ceo ha ribattezzato “ReconKering”, prevede una divisione in tre nuove aree operative, un cambiamento del modello gestionale e operazioni miliardarie finalizzate a rafforzare il posizionamento complessivo. Non si tratterà, quindi, di un semplice restyling di facciata, ma di una vera e propria cesura rispetto al passato recente.
La settimana decisiva tra conti trimestrali e annunci
L’avvio di questa nuova era, che de Meo stesso ha voluto caratterizzare con un respiro lungo fino al 2035, avverrà però in due tempi ravvicinatissimi. Martedì 14, il mercato metterà gli occhi sui risultati del primo trimestre, attesi in calo secondo molti analisti; un passaggio obbligato, quasi un esame di realtà prima della teoria. Poi, giovedì 16 mattina, poche ore prima del suono della campanella di apertura a Parigi, il manager italiano presenterà il suo piano industriale. Una sequenza di eventi che non lascia tregua agli investitori, chiamati a distinguere tra la correzione temporanea del titolo (quella discesa fino a 264,6 euro) e le reali prospettive di lungo periodo. La nuova Kering, insomma, si gioca una parte decisiva in questi giorni, tra i numeri del breve e le ambizioni di un decennio.




