Baldini, due vittorie e zero polemiche: “Non sono uno scappato di casa”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è un dato, se vogliamo poco ortodosso ma inequivocabile, che racconta meglio di ogni discorso tecnico questo momento della Nazionale. Parliamo di un filotto di due successi consecutivi, entrambi per 1-0, ottenuti dal c.t. ad interim Silvio Baldini: prima contro il Lussemburgo e poi, l’ultima fatica, in casa della Grecia. A rendere il tutto ancora più singolare – in un calcio italiano spesso succube delle gerarchie e dei curriculum blasonati – è il copione che si ripete.

Come accaduto sette giorni fa, la giovane Italia (la più giovane schierata dal lontano dicembre 1912) si ritrova in dieci uomini, ma non molla l’osso. Stavolta, a finire sotto la doccia anzitempo, è stato il baby Luca Reggiani: subentrato al posto di Comuzzo, il difensore classe 2008 del Borussia Dortmund ha visto il rosso dopo appena tredici minuti dal suo debutto assoluto in maglia azzurra per un intervento da ultimo uomo su Douvikas. Inutile dire che, nonostante l’inferiorità numerica, la retroguardia ha retto, blindando il risultato deciso, ancora una volta, dal solito Pio Esposito.

Le parole di Baldini: “Aver dato regole non era una punizione”

Al termine della sfida di Creta, il tecnico toscano si è presentato ai microfoni di Rai Sport con quell’aria di chi, pur godendosi il momento, tiene i piedi ben piantati per terra. Lontano dal clamore e dai riflettori, Baldini ha voluto subito rivendicare il lavoro di spogliatoio, chiarendo un concetto fondamentale che riguarda il gruppo. “Non è che io avevo regalato complimenti a caso a questi ragazzi – ha spiegato Baldini – conosco il loro valore, quando si capisce che avere regole e non una punizione significa che hanno maturità per essere una squadra importante”.

È una sfumatura non banale, quella del c.t., che ribalta la narrazione spesso legata ai giovani, visti come elementi istintivi o indisciplinati. Lui parla di risorsa, di stile di vita: “Avere regole e uno stile di vita non è una punizione ma una risorsa. Ora devono solo crescere, mi auguravo che anche stasera avessimo un pizzico di fortuna”. E quella fortuna, per carità, non guasta mai, specialmente quando regala consapevolezza a un gruppo che, a conti fatti, sta mandando segnali incoraggianti a tutto il movimento.

“Io non sono uno scappato di casa”: la rivendicazione del tecnico

Se la prestazione dei ragazzi è stata convincente, ancora più netto è stato l’atteggiamento tenuto dal loro allenatore riguardo al futuro. Nonostante i tifosi e alcuni addetti ai lavori comincino a lanciare ponti d’argento verso la panchina permanente, Baldini smorza subito gli entusiasmi, rivendicando però dignità e rispetto per un percorso che, al contrario di quanto si possa pensare, non è stato né breve né casuale.

“Restare ct? A me non interessa questo discorso – ha tagliato corto l’allenatore – io ho voluto essere utile, faccio parte della famiglia Italia e c’erano da fare queste due partite. Volevo valorizzare i miei ragazzi”. Ed è proprio nel rispondere a chi, magari sottovoce, lo definisce un traghettatore o un emergenza, che Baldini ha tirato fuori l’orgoglio più autentico: “Purtroppo nel calcio ti danno delle etichette che sono difficili da togliere, ma io non sono uno scappato di casa.

È vero, il destino mi ha portato qui, ma la strada è stata lunga e tortuosa”. Le due vittorie, insomma, servono anche a ribadire che la competenza non è necessariamente una questione di nomi altisonanti o esperienze milionarie.

Il futuro e il problema dello scalino: il messaggio alla famiglia Italia

Oltre l’entusiasmo del momento (e la grande prestazione di Gigio Donnarumma a difendere il risultato nei minuti di recupero), la riflessione più lucida forse arriva da una considerazione più ampia, quasi strutturale, che Baldini ha lasciato cadere a fine partita. Con la mente che corre già al possibile ritorno in Under 21 (ruolo che dovrebbe riprendere dopo questa parentesi), l’interim ha sottolineato come la vera sfida per la Federazione resti quella di cucire lo strappo tra le giovanili e la Nazionale maggiore.

“La nostra famiglia Italia lavora con dei principi e tutti i settori giovanili hanno sempre fatto bene, come dimostra anche il recente successo dell’Under 17 – ha sottolineato – ma il problema è spesso stato lo scalino tra Under 21 e nazionale maggiore”. Se questi ragazzi, con le loro prestazioni pulite e questo attaccamento alla maglia, potranno contribuire a rendere meno ripida quella salita, allora forse il lavoro di Baldini avrà un valore che va ben oltre i 180 minuti giocati senza subire gol.

Il sipario su questa annata si chiude qui, ma le avvisaglie per il futuro sono decisamente intriganti.

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