Runjaic: “Pagato caro l’errore sul loro gol. Non siamo Davis-dipendenti”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La sconfitta casalinga contro il Parma, maturata al termine della trentatreesima giornata di Serie A, ha lasciato il segno nello spogliatoio dell’Udinese. Mister Runjaic, analizzando a caldo lo 0-1 che interrompe una striscia di tre risultati utili consecutivi – dopo il pareggio con il Como e il successo sul Milan – non ha nascosto il rammarico per una partita decisa da un episodio, quello del primo gol in carriera in Italia di Nesta Elphege. L’allenatore dei friulani ha voluto subito smorzare qualsiasi tentazione narrativa legata all’assenza di alcuni interpreti chiave, ribadendo un concetto che gli sta particolarmente a cuore: “Siamo in grado di vincere e segnare anche senza Davis. La squadra è la stessa”. Una dichiarazione, quest’ultima, che suona come un monito interno per evitare facili alibi, vista la prestazione opaca offerta dalla propria retroguardia proprio nella circostanza decisiva del match.

L’errore decisivo e la disciplina del Parma

Runjaic ha ricostruito minutamente la dinamica tattica che ha portato alla rete degli ospiti, sottolineando come il fattore psicologico – chi avrebbe sbloccato il punteggio per primo – avrebbe finito per condizionare l’intero sviluppo del gioco. “In questa partita chi avrebbe segnato il primo gol avrebbe avuto un grande vantaggio”, ha spiegato, ammettendo poi l’ingenuità commessa dai suoi: “Purtroppo nella circostanza del loro gol abbiamo preso una decisione errata, avremmo potuto crossare meglio”. Un errore pagato a caro prezzo, soprattutto perché di fronte c’era una squadra che, come lui stesso ha ricordato, “difendevano basso, lo sapevamo avevamo visto la partita contro il Napoli”. I ducali, guidati da Carlos Cuesta, hanno dimostrato una disciplina esemplare, un’organizzazione difensiva che ha soffocato le fonti di gioco bianconere senza concedere spazi per la ripartenza. Lo stesso Runjaic ha riconosciuto che il Parma “è molto disciplinato”, una qualità che ha finito per premiare la maggiore lucidità degli emiliani nella gestione dei momenti chiave.

Le pagelle e il peso di una rete storica

Dall’analisi del match emergono alcuni spunti individuali degni di nota, a partire dalla prestazione di Elphege, rivelazione dei ducali al suo primo centro nella massima serie. Un gol pesantissimo, che permette alla formazione di Cuesta di ipotecare virtualmente la salvezza a cinque turni dal termine, con un margine rassicurante sulla zona calda della classifica. Dall’altra parte, invece, alcune bocce si sono spente: Zaniolo, ad esempio, è finito letteralmente ipnotizzato dai riflessi di Suzuki, mentre Ekkelenkamp ha firmato una prova sottotono, incapace di accendere la manovra offensiva come forse ci si aspettava. I friulani, dopo aver strapazzato il Milan in un match che “resterà nei ricordi di molti” secondo le parole dello stesso tecnico, scivolano ora nella parte destra della graduatoria, interrompendo bruscamente l’entusiasmo raccolto nelle settimane precedenti. Una battuta d’arresto che riporta l’ambiente con i piedi per terra, a maggior ragione considerando che “non ci sono partite facili in Serie A, a prescindere dalla fase del campionato”.

L’orgoglio di Cuesta e la resilienza del gruppo

Dal fronte opposto, Carlos Cuesta ha riversato tutto il suo orgoglio per una prestazione costruita sulla sostanza prima che sulla forma. “Siamo orgogliosi della prestazione dei ragazzi, a livello difensivo e anche offensivo, anche se ci siamo abbassati nell’ultima mezz’ora”, ha dichiarato il tecnico del Parma, evidenziando come l’aspetto mentale abbia prevalso su qualsiasi altro fattore. “Oltre alla tattica, la cosa più importante è stata la mentalità e il cuore dei ragazzi ha fatto la differenza”. Un cuore che ha dovuto sopperire anche alle consuete emergenze fisiche: “Anche oggi abbiamo perso per strada Pellegrino e Valenti, ma nelle difficoltà questo gruppo si rialza sempre e si fa più forte”. Una resilienza, quella parmense, che Cuesta ha trasformato in un credo quotidiano: “Ogni giorno è un’opportunità per crescere e per migliorare”. Parole che fotografano uno spogliatoio giovane – il più giovane della Serie A, come ricordato da Runjaic – ma sorprendentemente maturo nella gestione degli eventi, capace di trasformare le assenze in motivazioni aggiuntive e di blindare una salvezza che ora appare sempre più vicina.

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