Leonardo Maria Del Vecchio lascia EssilorLuxottica, il caso scuote Agordo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Leonardo Maria Del Vecchio ha lasciato tutti gli incarichi operativi ricoperti in EssilorLuxottica, restando però azionista del gruppo fondato dal padre, una decisione che ha immediatamente acceso l’attenzione sulle conseguenze familiari e societarie della sua uscita. Le dimissioni arrivano in aperto dissenso con la gestione di Francesco Milleri e sono accompagnate da considerazioni amare sul cambiamento del clima interno all’azienda, contenute in una lettera anticipata da Mf e confermate, secondo quanto riportato, da più fonti interne. La scelta segna anche un passaggio simbolico: dopo l’uscita di Leonardo Maria Del Vecchio dai ruoli operativi, non c’è più un Del Vecchio direttamente impegnato nella struttura aziendale.

Le dimissioni di Leonardo Maria Del Vecchio e il clima in EssilorLuxottica

Le conseguenze della decisione vengono ricostruite anche sul piano familiare e societario, mentre emerge con forza il tema del rapporto tra gli eredi di Leonardo Del Vecchio e il futuro della società. Nel materiale riportato viene sottolineato come nessuno degli otto eredi sembri intenzionato a proseguire direttamente l’attività imprenditoriale nel settore dell’occhialeria, dopo una storia industriale costruita a partire dalla provincia di Belluno e diventata un business leader mondiale nelle montature. L’uscita operativa di Leonardo Maria Del Vecchio assume così un rilievo che va oltre il singolo incarico, perché coincide con l’assenza di membri della famiglia Del Vecchio nella gestione diretta dell’azienda, pur restando inalterata la sua posizione di azionista.

La lettera attribuita a Leonardo Maria Del Vecchio contiene inoltre valutazioni critiche sul cambiamento del clima all’interno di EssilorLuxottica. Queste considerazioni, definite amare, vengono indicate come coerenti con quanto riferito da più fonti interne, rafforzando la lettura di una frattura legata alla gestione Milleri. Non si tratta quindi soltanto di una rinuncia formale agli incarichi: la scelta viene descritta come un dissenso esplicito rispetto alla conduzione del gruppo. In questo scenario, il tema della continuità della presenza della famiglia nell’azienda si intreccia direttamente con quello degli equilibri interni e della governance societaria.

La reazione dei sindacati ad Agordo dopo l’uscita di Del Vecchio

Ad Agordo la notizia è stata accolta con sorpresa anche dalle rappresentanze sindacali. Luigi Dell’Atti, uno dei leader storici delle Rsu di EssilorLuxottica in quota Filctem Cgil, ha definito le dimissioni una “doccia fredda che nessuno si aspettava”, aggiungendo però che i rappresentanti dei lavoratori restano tranquilli. La preoccupazione espressa dai sindacati riguarda soprattutto la delicatezza della fase che si apre dopo l’uscita operativa di Leonardo Maria Del Vecchio, con la richiesta di rafforzare il confronto. Il passaggio viene osservato con particolare attenzione proprio ad Agordo, luogo legato alla nascita e allo sviluppo della storia industriale di Luxottica.

La reazione sindacale si inserisce in un momento nel quale l’assenza di un Del Vecchio nei ruoli aziendali viene percepita come una novità significativa. La decisione non modifica la posizione azionaria di Leonardo Maria Del Vecchio, ma interrompe la sua presenza diretta nelle funzioni operative. Per chi rappresenta i lavoratori, il punto centrale diventa quindi il dialogo con l’azienda in una fase definita delicata, senza che dalle dichiarazioni riportate emergano allarmi immediati sulla stabilità del gruppo. La sorpresa per una scelta inattesa convive così con la volontà di mantenere aperto e più intenso il confronto con la società.

Confindustria Belluno conferma la fiducia nella gestione Milleri

Una posizione diversa sul piano del giudizio sulla guida aziendale arriva da Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno, intervenuta dopo le dimissioni di Leonardo Maria Del Vecchio da tutti i ruoli operativi. Berton ha espresso massima fiducia nell’amministratore delegato Francesco Milleri e ha richiamato il valore di Luxottica per gli azionisti, per il territorio bellunese e per il Paese. Nelle sue parole, l’azienda resta legata a una storia industriale straordinaria, nata ad Agordo e diventata nel tempo un punto di riferimento mondiale. Il richiamo al territorio sottolinea il peso che le vicende societarie continuano ad avere ben oltre gli equilibri interni del gruppo.

Le dimissioni di Leonardo Maria Del Vecchio fanno quindi emergere contemporaneamente il dissenso sulla gestione, il cambiamento percepito nel clima interno, la fine della presenza operativa di un membro della famiglia e l’attenzione del territorio verso una delle sue realtà industriali più rappresentative. Da una parte i sindacati chiedono di rafforzare il confronto in una fase considerata delicata; dall’altra Confindustria Belluno ribadisce piena fiducia in Milleri e nel valore della storia industriale di Luxottica. Sullo sfondo resta il rapporto tra gli eredi Del Vecchio e l’azienda fondata dal padre, ora caratterizzato da una presenza azionaria che non coincide più con un coinvolgimento diretto nei ruoli operativi.

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