La tripletta Aprilia che ha riscritto la storia del Mugello: Bezzecchi da record infrange il muro dell'1'44”
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Redazione Sport
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Il rumore dei motori non si era ancora spento nel posteggio dei box, quello dei cronometri, invece, ha smesso di vibrare solo quando sul tabellone è apparso un numero destinato a restare negli annali. Marco Bezzecchi, il riminese che guida la classifica iridata, ha appena firmato un'impresa destinata a segnare un'epoca per la MotoGP: con il tempo di 1'43"921, il pilota della Aprilia è riuscito laddove nessuno era mai riuscito prima, infrangendo quel muro psicologico e tecnico dell'1'44" sul circuito del Mugello.
Un giropazzesco, direbbero i tifosi accorsi numerosi sugli spalti toscani, costruito con una prima parte di tracciato chirurgica e un passaggio dalle Arrabbiate semplicemente da brividi. E se la pole è roba per fuoriclasse, ciò che ha reso il sabato di Scarperia una giornata storica è stato lo spettacolo offerto dalla Casa di Noale: tre moto, le tre RS-GP, schierate in ordine sparuto ma tutte davanti a tutti. Una prima fila interamente Aprilia non si era mai vista nella classe regina, eppure eccola lì, a certificare un momento di forma straordinario per il costruttore italiano.
La resistenza Ducati si infrange contro lo strapotere di Noale
A completare il trittico perfetto ci pensano Jorge Martin, il campione del mondo in carica che si è dovuto accontentare del gradino più basso del podio virtuale delle qualifiche, e un sorprendente Raul Fernandez, autore di una rimontissima che sa di impresa targata Trackhouse. Lo spagnolo, che nella sessione Q1 rischiava il disastro, ha invece trovato la quadratura del cerchio nel momento decisivo, insediandosi proprio tra le due Aprilia ufficiali con un distacco di appena 224 millesimi dal compagno di marca.
Se Fernandez è stato la sorpresa, Martin ha comunque confermato i suoi standard elevati, pur dovendo cedere il passo a un compagno di box semplicemente inarrivabile in questo weekend. Alle loro spalle, la marea rossa di Borgo Panigale prova a organizzare la controffensiva, ma il muro eretto dalla casa veneta sembra per ora insormontabile.
Marc Marquez, nonostante un fisico ancora provato dai recenti interventi chirurgici, si dimostra il miglia tra i ducatisti centrando la quarta piazza; alle sue calcagna, una seconda fila composta da Fermin Aldeguer e da Francesco Bagnaia, quest'ultimo relegato in sesta posizione dopo aver accusato un gap di oltre mezzo secondo dal leader.
Il muro dell’1'44”: un primato che sa di destino
Scendere sotto l'1'44” non è stato solo un fatto cronometrico, ma una vera e propria dichiarazione di intenti da parte del pilota romagnolo. Bezzecchi ha letteralmente polverizzato il precedente record della pista, che apparteneva a Marquez, regalando alla propria squadra la prima tripletta della storia in qualifica.
Per la Ducati, abituata a dominare le gerarchie del campionato, il dato è amaro: vedere le proprie moto costrette a inseguire in una prima fila completamente "colorata" di viola e argento è un’evenienza che non accadeva da oltre un decennio sul circuito toscano. C'è rammarico anche per Fabio Di Giannantonio, che dopo aver comandato tutte le sessioni libere, si è dovuto accontentare della settima casella, masticando evidentemente amaro per un'occasione che sembrava essere diventata sua.
Dietro di lui, completano lo schieramento delle prime quattro file piloti del calibro di Pedro Acosta ed Enea Bastianini, entrambi su KTM, mentre le Yamaha arrancano in posizioni di rincalzo.
Un sabato da incorniciare, ma la gara è un’altra storia
Se il tempo sul giro secco è un termometro della velocità assoluta, la gara, che si correrà sulla distanza di 23 tornate, misurerà la resistenza e la gestione delle gomme. Bezzecchi lo sa bene, tanto che a caldo ha ammesso come il passo sia buono ma mai sufficiente, sottolineando i problemi di usura al pneumatico anteriore che affliggono la sua RS-GP.
Con queste premesse, la Sprint Race di questo pomeriggio rappresenterà il primo vero banco di prova per valutare se la supremazia Aprilia sia destinata a durare o se, come spesso accade, la Ducati riuscirà a ricucire lo strappo sfruttando la maggiore esperienza nella gestione della distanza.
Per il pubblico del Mugello, gremito già dalla giornata di sabato, lo spettacolo è comunque assicurato: vedere tre moto italiane occupare la prima fila del Gran Premio d'Italia è un'immagine che resterà impressa nella memoria degli appassionati, indipendentemente da ciò che accadrà quando il semaforo si spegnerà.




