Aprilia spaziale al Mugello: record di velocità e tripletta in qualifica, Fernandez vince la Sprint
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Redazione Sport
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Dici Mugello, pensavi Ducati. E invece, sulla pista che più di ogni altra avrebbe dovuto esaltare le rosse di Borgo Panigale, è piombata l’Aprilia come un fulmine a ciel sereno. Un sabato da sballo, quello che si è vissuto sul circuito toscano, capace di riscrivere i libri di storia della MotoGP.
La casa di Noale, dopo aver faticato nelle libere del venerdì dove sembrava dover inseguire, ha piazzato un colpo da maestro nelle qualifiche, ottenendo qualcosa che neanche nei sogni più arditi dei suoi ingegneri: l'intera prima fila nelle mani dei propri piloti, condita da un record di velocità pura che lascia senza fiato e da una prestazione in gara Sprint che sa di rivalsa definitiva.
Il muro dei 368 km/h e la tripletta che fa tremare la Ducati
La mattinata di ieri ha regalato emozioni forti già a partire dalle libere, quando Jorge Martin, il "Martinator", ha deciso di mandare un segnale chiarissimo a tutti. Sfrecciando sul rettilineo dei 1.141 metri, il campione del mondo in carica ha letteralmente annichilito il precedente primato di velocità, toccando la bellezza di 368,6 km/h. Un muro, quello dei 366 km/h, che apparteneva alla KTM di Brad Binder dal 2023, spazzato via da una RS-GP che sembra viaggiare su un binario immaginario.
Ma non è finita qui, perché nella sessione di qualifica vera e propria l'Aprilia ha messo in scena un vero e proprio show di superiorità tecnica. Marco Bezzecchi, il leader del mondiale, ha strappato la pole position con un giro da manuale, fermando il cronometro su un 1'43"921 che cancella il precedente record della pista appartenente a Marc Marquez. Alle sue spalle, a completare un quadro perfetto, si sono piazzati Raul Fernandez (Trackhouse) e lo stesso Martin, regalando alla casa veneta il primo storico triplete nelle qualifiche della classe regina.
La Sprint Race: Fernandez intelligente, Martin sfortunato, Bezzecchi rimontatore
Se le qualifiche erano state un capolavoro, la Sprint Race del pomeriggio ha confermato lo strapotere del quartetto di Noale, anche se con gerarchie leggermente diverse. Al via, la truppa spagnola ha dimostrato di avere una marcia in più. Raul Fernandez, partito dalla seconda casella, ha capitalizzato al meglio la scelta gomme (media all'anteriore, abbandonando la morbida) per costruirsi una vittoria di sostanza e carattere, tenendo a bada i tentativi di rimonta del compagno di marca.
Jorge Martin, che ieri aveva fatto segnare il record di velocità, ha chiuso in seconda posizione, recuperando così punti preziosi in classifica generale proprio ai danni del leader Bezzecchi, che lo segue ora a soli 12 punti di distanza. Proprio "Bez", partito dalla pole, ha vissuto una gara in salita dopo un errore alla prima staccata che lo ha relegato ai margini del podio.
Il pilota italiano, che indossava un casco speciale dedicato ad Alex Zanardi, ha rimontato fino alla quarta piazza, chiudendo dietro a un ottimo Fabio Di Giannantonio, unico pilota Ducati capace di impensierire le frecce di Noale in questa giornata storta per i bolognesi.
La resa dei conti in casa Ducati e il peso specifico del mondiale
Per la Ducati, quella di sabato è stata una giornata da dimenticare in fretta. Le rosse, abituate a comandare a casa propria, hanno dovuto accontentarsi delle briciole raccolte da Marc Marquez (quinto) e da un Pecco Bagnaia apparso in difficoltà e mai in grado di inserirsi nella lotta per il podio, chiudendo addirittura settimo. La sensazione, guardando i dati di Jorge Martin, è che la RS-GP abbia trovato la quadratura del cerchio su un tracciato che sembva scritto su misura per le moto rivali.
Il feeling ritrovato dallo spagnolo, capace di mettersi alle spalle i fantasmi di un inizio di stagione complicato, rappresenta il vero jolly per la corsa al titolo. Con l'allungo decisivo delle gomme che si preannuncia gestione chirurgica, la gara lunga di oggi si preannuncia come un match point psicologico per la squadra di Noale. Se Fernandez e Martin riusciranno a ripetere la dose anche sulla distanza dei 23 giri, il predominio nel mondiale potrebbe diventare un affare a due tutto interno al box Aprilia.




