Marco Bezzecchi firma il poker stagionale ad Austin: quinto centro consecutivo e record di giri in testa
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Redazione Sport
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C’era una volta il “Re del COTA”, quel Marc Marquez che in Texas aveva costruito gran parte della sua leggenda, trasformando il Circuit of the Americas in una sorta di seconda casa. Oggi, invece, il tracciato americano ha assistito all’ennesima dimostrazione di forza di un’altra Ducati? Macché, di un’Aprilia che sembra aver trovato nella combinazione con Marco Bezzecchi l’arma totale per dominare la MotoGP. Il riminese, partito dalla seconda casella (dopo la pole del solito scatenato Fabio Di Giannantonio), ha infatti imposto la sua legge anche nel Gran Premio degli Stati Uniti, mettendo a referto la quinta vittoria consecutra – la terza in questo 2026 – e riscrivendo, ennesima ciliegina sulla torta, una pagina del record book della categoria.
Il copione, ormai familiare agli appassionati, si è ripetuto con una precisione quasi maniacale. Dopo un avvio fulmineo che lo ha visto subito infilarsi alle spalle del poleman Di Giannantonio e del partente al fulmicotone Pedro Acosta, Bezzecchi ha preso il comando delle operazioni nel corso del primo giro, un sorpasso avvenuto con un contatto al limite della regolarità – persino un alettone posteriore è rimasto sul tracciato – ma che non ha mai messo in discussione la leadership dell’italiano. Da quel momento, complice anche un sorpasso di Jorge Martin ai danni del compagno di marca in avvio, il trenino di testa si è compattato, con Acosta e Martin a cercare di tenere il passo della RS-GP numero 72.
La superiorità, però, è emersa in maniera netta dopo i primi giri di studio. Bezzecchi ha iniziato a spingere, costruendo un margine che ha oscillato attorno al secondo prima di gestire il ritorno del compagno di squadra, Jorge Martin, nella parte centrale della gara. Lo spagnolo, vincitore della Sprint del sabato, ha tentato il tutto per tutto nel finale riducendo il distacco, ma il “Bez” ha risposto colpo su colpo, tagliando il traguardo con due secondi e 36 millesimi di vantaggio. Sul terzo gradino del podio è salito un eccellente Pedro Acosta, ancora una volta il migliore delle alternative non apriliane, mentre per la Ducati ufficiale la giornata si è rivelata amara: Di Giannantonio ha chiuso quarto, con Marc Marquez – che ha dovuto scontare un Long Lap Penalty per la caduta del sabato – a racimolare un quinto posto che sa di poco per il campione del mondo in carica, già staccato di 36 lunghezze in classifica.
Record e primati: 121 giri senza mai mollare la presa
I numeri della striscia vincente di Bezzecchi iniziano a farsi pesanti, quasi storici. Quella di Austin è la quinta affermazione consecutiva contando gli ultimi due round del 2025 (Portogallo e Valencia) e i primi tre di questa stagione (Thailandia, Brasile e appunto Stati Uniti). Un filotto che lo rende il primo pilota, nell’era MotoGP, a vincere cinque gare di fila conducendole dall’inizio alla fine.
Ma c’è di più. Nel corso della gara texana, superato lo scoglio delle prime tornate, Bezzecchi ha infranto un record che resisteva dal 2015, quando Jorge Lorenzo aveva messo insieme 103 giri consecutivi in testa. Il pilota della Aprilia, che dal Gran Premio del Portogallo dello scorso anno non ha mai mollato la prima posizione una volta conquistata, ha portato il conto a 121 tornate consecutive al comando. Un dato che racconta meglio di qualsiasi altra analisi la simbiosi perfetta tra il pilota romagnolo e la moto di Noale, un matrimonio – quello sancito dai prolungamenti di contratto fino al 2028 – che sta regalando soddisfazioni senza precedenti alla casa veneta.
Il successo in terra americana, inoltre, ha ridisegnato la classifica mondiale dopo il contrappasso subito nella Sprint, dove un errore era costato caro a Bezzecchi. Con i 25 punti del GP, l’azzurro è tornato in vetta con 81 punti, scavalcando nuovamente Martin che ora insegue a quota 77, mentre Acosta è terzo con 60. Un gap di soli quattro punti tra i due alfieri Aprilia che promette scintille per il prosieguo del campionato, ma che per il momento certifica la supremazia assoluta del costruttore italiano, capace di piazzare entrambi i piloti sul podio per l’ennesima volta.
L’Aprilia vola, la Ducati arranca: il ko tecnico di Ogura nega la tripletta
La domenica di Austin ha confermato un trend che sta diventando preoccupante per le rosse di Borgo Panigale. Se da un lato l’Aprilia ha festeggiato con una doppietta da manuale (primo Bezzecchi, secondo Martin), dall’altro il miglior piazzamento Ducati porta la firma di Di Giannantonio, quarto con la VR46, mentre la coppia ufficiale formata da Marc Marquez e Francesco Bagnaia ha raccolto solo briciole. Il campione in carica, penalizzato da una Long Lap da scontare per un contatto in Sprint, ha chiuso quinto, mentre l’ex campione Pecco Bagnaia, in una delle sue giornate più opache, ha addirittura concluso decimo, superato nel finale anche da Luca Marini.
A impreziosire la prova della Casa di Noale sarebbe potuto arrivare anche un clamoroso tris, sfumato però per un guasto meccanico a cinque giri dal termine. Ai Ogura, il giapponese del Team Trackhouse, stava disputando una gara superba, rimontando posizioni e insidiando il podio, quando la sua Aprilia si è fermata costringendolo al ritiro. Un peccato per il team satellite, che avrebbe potuto completare un quadro quasi perfetto, ma che nulla toglie alla mole di punti messi in cascina dal costruttore.
Nonostante le difficoltà delle moto giapponesi (Yamaha e Honda sempre nelle retrovie, con Joan Mir ancora a terra), la MotoGP sta vivendo la fase forse più imprevedibile degli ultimi anni, almeno per quanto riguarda la lotta per il primato. Il record di Bezzecchi e la solidità di Aprilia hanno rotto l’egemonia Ducati, trasformando il mondiale in un duello fratricida tutto interno al box di Noale, con Martin e Bezzecchi che si stanno dando battaglia gara dopo gara senza esclusione di colpi.




