Elisa Maino a Pechino Express, tra autostop e zuppa di varano la prima sfida è già superata

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il viaggio è appena iniziato, ma una cosa è già chiara: in questa gara non bastano milioni di follower. Servono stomaco forte, spirito di adattamento e tanta voglia di mettersi in gioco. È partita tra fango, riso e colpi di scena la nuova edizione di Pechino Express, e la prima puntata ha subito messo alla prova le dieci coppie in gara. Tra loro anche Elisa Maino e Mattia Stanga, i “Creator”, due tra i volti social più seguiti della loro generazione, che si trovano ora a fare i conti con una realtà diametralmente opposta a quella delle loro comfort zone digitali. L’influencer trentina, forte di un seguito che supera i dieci milioni di follower, ha dovuto misurarsi con le difficoltà più prosaiche del viaggio on the road: l’autostop, pratica tanto elementare quanto complessa in territori sconosciuti, e un’alimentazione che poco ha a che vedere con i pasti patinati spesso ritratti sui profili social. La cosiddetta zuppa di varano, una delle pietanze locali che ha messo a dura prova i concorrenti, è diventata il simbolo di questo primo scoglio superato, una sorta di battesimo del fuoco culinario che ha accomunato tutti i partecipanti, livellando, almeno per un momento, le gerarchie costruite online.

Zaini in spalla e ascolti record, la corsa di Pechino Express è ripartita a tutta velocità. Il kick-off della nuova stagione della produzione Sky Original realizzata da Banijay Italia, giovedì su Sky Uno/+ e on demand, è stata la puntata più vista di sempre: un traguardo notevole che testimonia quanto il format sia ancora radicato nel gusto del pubblico. I dati parlano di una Total Audience di 752mila spettatori e il 3,3% di share, con 1.192.000 contatti e il 60% di permanenza, numeri che acquistano ancor più rilievo se confrontati con le difficoltà che attraversano altri prodotti televisivi. La prima tappa, ambientata tra le atmosfere dense di spiritualità di Ubud e il caos ordinato delle strade indonesiane, ha costretto i concorrenti a percorrere 221 chilometri fino al Tappeto Rosso di Gilimanuk, un tragitto che ha messo in luce le prime dinamiche tra i partecipanti. I Creator, come altri, hanno dovuto fare affidamento esclusivamente sulla loro capacità di relazionarsi con gli abitanti locali, un esercizio di umiltà che per chi è abituato a un pubblico di fans potrebbe rivelarsi la sfida più ardua.

Chanel Totti e l’incontro con gli indonesiani, una domanda e una risposta diventate virali

Nella prima tappa della nuova stagione, ieri in esclusiva su Sky e in streaming solo su Now e sempre disponibile on demand, I Raccomandati Chanel Totti e Filippo Laurino hanno messo alla prova gli indonesiani. Per la coppia locale che li ha accolti a bordo, l’Italia significa essenzialmente “Roma, Juventus…”, un’associazione di idee che rivela quanto certi stereotipi sportivi siano radicati anche dall’altra parte del mondo. Alla domanda di Chanel su cosa conoscessero di Roma nello specifico la risposta è solo una: “Totti!”. Un siparietto che ha strappato pi piú di un sorriso e che, come spesso accade in questo programma, restituisce l’idea di quanto il viaggio sia anche un reciproco scambio di rappresentazioni, talvolta ingenue ma sempre autentiche. La giovane Totti, alla sua prima esperienza televisiva strutturata, ha mostrato una naturalezza che forse neppure ci si aspettava, bilanciando la notorietà del cognome con una partecipazione attiva e partecipe alle dinamiche di gara, lontana da quell’atteggiamento di sufficienza che talvolta ci si aspetta da chi proviene da un contesto familiare cosí esposto mediaticamente.

È iniziata la nuova edizione di «Pechino Express», uno dei pochi programmi che, non prendendosi troppo sul serio, è capace di regalare divertimento e mostrare paesaggi di rara bellezza. Forse l’elemento meno stimolante sono proprio i protagonisti, i quali però restano funzionali al gioco come pedine sulla scacchiera. Beati loro, ad ogni modo, per l’itinerario scelto: un viaggio che attraversa Indonesia, Cina e Giappone, tre universi culturali distinti che offriranno scenari mozzafiato e prove di adattamento non indifferenti. L’Indonesia, con le sue isole e la sua spiritualità, la Cina, con la sua immensità e complessità, e infine il Giappone, sintesi di tradizione e iper-modernità, rappresentano una cornice che da sola vale il viaggio, al di là delle dinamiche competitive tra le coppie. Per Elisa Maino e Mattia Stanga, abituati a narrare la realtà attraverso filtri e cornici patinate, l’immersione in questi contesti rappresenta un’occasione di ridefinizione del proprio rapporto con il mondo reale, lontano dai like e dalle condivisioni, dove l’unica valuta spendibile è la capacità di entrare in sintonia con chi si incontra lungo la strada.

Il meccanismo del gioco e la resistenza dei Creator tra le bellezze del Sud-est asiatico

Il meccanismo del gioco, con le sue prove fisiche e le sfide legate alla sopravvivenza quotidiana, livella inevitabilmente le differenze, mettendo a nudo le personalità. I Creator, coppia che rappresenta una fetta importante di quell’universo giovanile cosiddetto della Gen Z, devono ora dimostrare di possedere qualcosa in piú della semplice dimestichezza con i linguaggi digitali. La resistenza dimostrata da Elisa Maino di fronte alla zuppa di varano, una pietanza che in molti avrebbero rifiutato, è un piccolo segnale di come l’influencer stia cercando di onorare lo spirito del programma, che richiede ai concorrenti di aprirsi a usi e costumi talvolta disturbanti per il palato occidentale. L’autostop, poi, rappresenta una sfida nella sfida: non si tratta solo di spostarsi da un punto all’altro, ma di riuscire a comunicare, a farsi capire, a ispirare fiducia in perfetti sconosciuti che parlano un’altra lingua e appartengono a un’altra cultura. Per chi è abituato a gestire la propria immagine in modo controllato e mediato dallo schermo di un telefono, questa esposizione diretta e senza filtri può rappresentare una scoperta, o un trauma. Il tempo dirà quale delle due opzioni prevarrà per la coppia.

Le riprese, che si snodano attraverso paesaggi di rara suggestione, dalle risaie terrazzate di Bali ai templi millenari di Giava, fino ad arrivare alle metropoli futuribili del Giappone, offrono uno sfondo che amplifica le emozioni e le difficoltà del viaggio. La fatica fisica, il caldo umido, la necessità di trovare un riparo per la notte, tutto concorre a creare una tensione narrativa che tiene incollati allo schermo. Elisa Maino e Mattia Stanga, immersi in questo contesto, rappresentano l’anello di congiunzione tra il mondo da cui provengono, fatto di like e sponsorizzazioni, e quello che stanno scoprendo, fatto di relazioni umane autentiche e bisogni primari. La loro avventura, al pari di quella delle altre nove coppie, è appena cominciata, e i prossimi episodi riveleranno se questa prima resistenza alle prove iniziali potrà trasformarsi in una marcia in piú verso le tappe successive del lungo cammino verso l’Estremo Oriente.

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