Bassetti critica il silenzio mediatico sul virus Nipah, allarme in Asia ma rischio basso per l'Occidente
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Redazione Salute
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Il direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, Matteo Bassetti, ha rivolto un'accusa precisa ai mezzi d'informazione nazionali, i quali, a suo dire, tratterebbero in modo insufficiente la diffusione del virus Nipah in alcune regioni dell'Asia. Secondo l'esperto, che basa la sua analisi sui dati epidemiologici forniti dalle autorità sanitarie internazionali, i telegiornali e le televisioni italiane dedicherebbero uno spazio marginale a questo patogeno, nonostante il suo tasso di mortalità sia considerato elevato e nonostante le preoccupazioni che sta generando in diversi paesi del continente asiatico. Una sottovalutazione nel racconto mediatico, quella denunciata da Bassetti, che stride con l'attenzione posta da organismi come l'Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, il quale pur definendo "molto basso" il rischio per i viaggiatori europei ha comunque diffuso specifiche raccomandazioni di prudenza.
Cos'è il virus Nipah e dove si sta diffondendo
Identificato per la prima volta alla fine degli anni Novanta in Malesia, da cui prende il nome, il virus Nipah è un agente patogeno zoonotico il cui serbatoio naturale sono i pipistrelli della frutta. Attualmente, focolai sono attivi in India, in particolare nella regione del Bengala Occidentale, dove sono stati confermati due casi tra operatori sanitari nello stesso ospedale, contagiatisi a dicembre scorso. Le indagini delle autorità locali, le quali sostengono di avere la situazione sotto controllo, hanno portato all'identificazione e al test di almeno 196 contatti dei pazienti positivi, tutti risultati asintomatici e negativi al virus. La trasmissione all'uomo, come spiegato da Bassetti, può avvenire attraverso il contatto diretto con animali infetti o con i loro fluidi rei, ma anche tramite il consumo di cibi contaminati, come la linfa di palma da dattero cruda, alla quale possono avere accesso i pipistrelli.
Le modalità di trasmissione e le raccomandazioni
Il meccanismo di contagio, che può avvenire anche da uomo a uomo attraverso secrezioni e droplet, rende il Nipah un virus da monitorare con attenzione, sebbene la sua capacità pandemica sia giudicata dagli esperti piuttosto limitata rispetto ad altri patogeni. Proprio per questo, l'Ecdc ha stilato una serie di avvertenze per chi si reca nelle zone interessate, consigliando di evitare qualsiasi contatto, non solo con i pipistrelli ma anche con maiali e altri animali domestici o selvatici, e di astenersi dal consumare alimenti che potrebbero essere stati contaminati. Si tratta, in sostanza, di norme di prevenzione basate sul principio di massima cautela, visto che l'arrivo del virus in Europa è considerato un'eventualità "improbabile", sebbene non del tutto da escludere data la mobilità globale.
La cronaca nera legata al patogeno
La storia del virus Nipah, peraltro, è costellata anche da episodi di cronaca nera che ne testimoniano la pericolosità. In passato, focolai in Bangladesh e in India hanno condotto a indagini complesse per ricostruire le catene di contagio, spesso partite da prodotti alimentari contaminati, e hanno visto il coinvolgimento delle autorità giudiziarie locali per accertare eventuali responsabilità nella gestione della sicurezza alimentare o nella risposta sanitaria. Questi eventi, trattati dalle cronache con il necessario rispetto per le vittime e senza scadere in dettagli espliciti, sottolineano come la lotta al virus non sia solo una questione medica ma investa anche aspetti di vigilanza e controllo sul territorio.




