Tirreno-Adriatico, la pioggia e lo sterrato incoronano Van der Poel a San Gimignano. Del Toro nuovo leader

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non è bastato il fondo reso viscido dall’acqua, quel misto di fango e pavé che avrebbe potuto mettere in crisi anche un fuoriclasse come lui, per negare a Mathieu Van der Poel il successo che mancava da cinque anni alla Tirreno-Adriatico. Il campione del mondo di ciclocross, uno che sullo sporcato ci ha costruito gran parte della sua leggenda, ha dovuto soffrire più del previsto, e in qualche frangente persino litigare con la bicicletta, per avere la meglio al termine di una seconda frazione, la Camaiore-San Gimignano di 206 chilometri, che resterà negli annali per la durezza e lo spettacolo offerto sotto una pioggia battente. Una volata a tre, condita da un paio di errori e da una catena saltata proprio all’olandese nell’ultimo tratto in sterrato, ha chiuso i conti sul traguardo senese, con l’uomo di casa della Alpecin-Premier Tech a precedere di misura il messicano Isaac Del Toro e il marchigiano Giulio Pellizzari.

A fare la differenza, come spesso accade in queste occasioni, è stato il coraggio di osare per primo quando la strada si fa stretta e insidiosa. Siamo negli ultimi otto chilometri, il gruppo allungato sbanda e si ricompone sotto le raffiche di vento e le gocce che ormai cadono fitte. È Julian Alaphilippe ad accendere la micella, ma a cambiare il verso della corsa è la progressione irresistibile di Van der Poel, che su uno dei tratti più duri dello sterrato – pendenze a doppia cifra e aderenza ridotta al lumicino – opera la selezione. Con lui restano solo in due: Del Toro, che dopo un momento di esitazione dovuto a una scivolata di Matteo Jorgenson davanti a lui, riesce a rientrare, e un Pellizzari che non molla la presa e si guadagna sul campo il diritto di giocarsi la vittoria. Il terzetto guadagna subito un margine rassicurante, mentre dietro si consuma il dramma sportivo di Thymen Arensman, finito rovinosamente a terra in una curva, e di Filippo Ganna, il vincitore della cronometro di Lido di Camaiore, che paga un conto salato e vede sfumare la leadership.

La volata sul pavé e il nuovo ordine della classifica

L’ingresso a San Gimignano, con le sue stradine lastricate che salgono verso la rocca, è il palcoscenico perfetto per l’epilogo. La pioggia ha smesso, ma l’asfalto e le pietre sono ancora umidi. Del Toro tira il gruppetto, forse consapevole di avere la classifica generale a portata di mano, e prova a tenere alta l’andatura. Quando Pellizzari tenta il primo strappo, Van der Poel risponde con apparente nonchalance, salvo poi piazzare la stoccata decisiva a poche decine di metri dalla linea. Una volata breve, esplosiva, che l’olandese interpreta da par suo, sfruttando quel treno che forse solo lui possiede quando la strada sale. Per lui, che utilizza questa corsa come banco di prova in vista della Milano-Sanremo, il messaggio è chiaro: la condizione è quella dei giorni migliori. Alle sue spalle, Del Toro e Pellizzari incassano il secondo e terzo posto di tappa con la dignità di chi ha sfidato alla pari un mostro sacro.

La classifica generale ne esce completamente rivoluzionata. La maglia azzurra passa sulle spalle di Isaac Del Toro, che con i secondi di abbuono del piazzamento e la pedivella più agile di ieri balza in testa con un tempo di 5h06'01". Un vantaggio risicatissimo, di appena tre lunghezze, su Giulio Pellizzari. Il giovane della Red Bull-Bora-Hansgrohe, nativo di San Severino Marche dove tra pochi giorni si arriverà, conferma di attraversare un momento di forma straordinario e si candida seriamente per un ruolo da protagonista assoluto in questa edizione della Corsa dei Due Mari. Dietro di loro, a tredici secondi, troviamo Magnus Sheffield, mentre Primož Roglič, partito con i favori del pronostico, limita i danni con un diciottesimo posto e un ritardo di diciotto secondi che in ottica classifica non è certo un dramma. Più staccato, invece, Ganna, ora ottavo a trentaquattro secondi, segno che l’appennino e le strade bianche hanno fatto selezione. Il ciclismo italiano, con Pellizzari e con gli altri piazzati di giornata – Andrea Vendrame quinto, Alessandro Pinarello sesto e Giulio Ciccone settimo – può sorridere, in attesa di capire se questo exploit sarà soltanto una splendida parentesi o l’inizio di qualcosa di ancora più grande.

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