Banca Progetto, l'inchiesta sulla rete romana dei finanziamenti opachi
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Redazione Economia
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L'operazione di polizia giudiziaria, condotta dalla Guardia di Finanza su delega della procura di Roma, ha fatto luce su un intricato sistema di erogazione creditizia, caratterizzato da finanziamenti sospetti e da commissioni milionarie percepite da manager e intermediari. L'istituto, che operava in modo pressoché esclusivo nel settore del credito al consumo e delle cessione del quinto dello stipendio, venne commissariato dopo che una relazione di Bankitalia ne aveva già evidenziato le gravi e diffuse anomalie gestionali.
Il meccanismo delle garanzie pubbliche
Il cuore dell'inchiesta, che vede complessivamente cinquantuno persone iscritte nel registro degli indagati, ruota attorno all'utilizzo distorto di fondi pubblici. I magistrati stanno ricostruendo il flusso di oltre 120 milioni di euro, erogati con la copertura delle garanzie statali, verso una galassia di società di scarsa consistenza patrimoniale; molte di queste, secondo le accuse, avrebbero poi utilizzato le somme ricevute per finalità del tutto estranee a quelle previste dalla legge, generando così un buco miliardario a carico del sistema bancario e, in ultima istanza, delle finanze pubbliche.
Gli attori principali e gli affari di famiglia
Tra i nomi emersi nelle carte dell’inchiesta spicca quello dell’ex amministratore delegato Paolo Fiorentino, così come quello dell’ex finanziere Andrea Centofanti e di sua moglie, indagati per il loro presunto ruolo nella rete. Il sistema, stando alle ipotesi degli investigatori, funzionava spesso eludendo le basilari procedure di valutazione del merito creditizio, reso superfluo dalla presenza delle coperture pubbliche, mentre parallelamente si alimentavano affari di famiglia e si intrecciavano percorsi professionali e privati. Non mancano, nel panorama degli indagati, figure note al mondo dell’imprenditoria digitale, come Simone Giacomini, fondatore di realtà imprenditoriali legate al marketing e al commercio online.
La mole degli accertamenti in corso
Le perquisizioni, eseguite in abitazioni e uffici, rappresentano solo una fase dell’ampia attività investigativa che i pm capitolini portano avanti almeno da maggio. Gli accertamenti si concentrano ora sulla puntuale ricostruzione di ogni singola operazione, sull’identificazione dei beneficiari finali dei capitali e sull’esatto ammontare del salvataggio, non ancora quantificato in modo definitivo, che il settore dovrà sostenere. L’attenzione è focalizzata sulla correttezza delle procedure di concessione e sulla destinazione effettiva di quel fiume di denaro, che supera gli 80 milioni di euro nella sola rete romana, fluito verso destinatari le cui effettive capacità economiche sembravano, in molti casi, assai limitate.




