Il Giro delle Fiandre 2025 si gioca sul duello Van der Poel-Pogacar, con gli altri a caccia del colpaccio
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Redazione Sport
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La Ronde van Vlaanderen, che quest’anno celebra la sua 110ª edizione, si appresta a vivere una nuova pagina di storia, scritta ancora una volta dai due dominatori del ciclismo mondiale. Mathieu Van der Poel, già tre volte campione (2020, 2022, 2024), e Tadej Pogacar, vincitore nel 2023, sono i grandi favoriti di una corsa che, nonostante la presenza di outsider agguerriti, sembra destinata a trasformarsi in un confronto a due. Quando accelerano sui muri delle Fiandre, pochi riescono a reggere il loro passo, e chi ci prova spesso paga lo scotto di uno sforzo eccessivo.
La settimana santa del ciclismo, con il Giro delle Fiandre e la Parigi-Roubaix a distanza di sette giorni, offre il palcoscenico ideale per chi ambisce a entrare nel mito. Van der Poel, in forma smagliante, punta a eguagliare il record di vittorie di Fiorenzo Magni, Tom Boonen e Johan Museeuw, mentre Pogacar – che nel 2023 ha piegato proprio l’olandese in un finale mozzafiato – vuole dimostrare che quel successo non fu un episodio isolato. Dal 2020 a oggi, Van der Poel non ha mai lasciato la Ronde senza un piazzamento sul podio: un dominio che pochi, nella storia della corsa, hanno saputo replicare.
Tra i pretendenti al successo, alcuni nomi potrebbero approfittare di un eventuale braccio di ferro tra i due giganti. Wout van Aert, reduce da una primavera incostante, e Mads Pedersen, sempre pericoloso nelle volate in salita, sono i più quotati per insidiare il duello annunciato. Ma la storia insegna che sulle strade acciottate delle Fiandre, dove ogni errore si paga caro, le sorprese sono rare quando Van der Poel e Pogacar decidono di fare la gara.
L’Italia alla Ronde: da Magni a Bettiol, cinque imprese indimenticabili
In 109 edizioni, il Giro delle Fiandre ha visto trionfare nove italiani, autori di undici vittorie complessive. Un bottino non da poco, considerando la natura iper-selettiva di una corsa che premia solo chi unisce potenza, resistenza e freddezza tattica. Fiorenzo Magni, con tre successi (1949, 1950, 1951), resta l’alfiere della tradizione tricolore, ma anche Dino Zandegù (1967), Michele Bartoli (1996), Andrea Tafi (2002) e Alberto Bettiol (2019) hanno scritto pagine indimenticabili.
Bettiol, in particolare, regalò all’Italia una vittoria a sorpresa dopo 17 anni di digiuno, staccando il gruppo sul famigerato muro di Oude Kwaremont e resistendo fino al traguardo. Un’impresa che, al di là del valore statistico, dimostra come la Ronde possa premiare anche chi, pur non essendo il favorito, sa interpretare alla perfezione i suoi ritmi durissimi.
La startlist: Pogacar guida gli emiratini, Van der Poel comanda l’Alpecin
La UAE Team Emirates affida le sue ambizioni a Pogacar, affiancato da gregari di valore come Nils Politt e Tim Wellens, fondamentali nei momenti chiave. Dall’altra parte, l’Alpecin-Deceuninck punta tutto su Van der Poel, con Jasper Philipsen come jolly per eventuali sprint ristretti. Non mancano formazioni competitive come la Visma-Lease a Bike, con Van Aert, e la Lidl-Trek, che schiera Pedersen e Jonathan Milan




