Rinnovo patente, scatta il decreto 360: la visita medica è solo un ricordo
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Redazione Economia
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Il rinnovo della patente, da tempo ormai, non costituisce più una mera formalità amministrativa da sbrigare in pochi minuti. Con l’entrata in vigore del cosiddetto decreto 360, l’accertamento dell’idoneità psicofisica alla guida si fa più rigoroso e articolato, segnando il definitivo superamento del vecchio modello che prevedeva un unico medico legale. La valutazione, che mira a garantire standard di sicurezza più elevati per tutti coloro che si mettono al volante, passa ora attraverso il parere di quattro distinti specialisti, ciascuno dei quali è chiamato a esaminare uno specifico aspetto delle condizioni del richiedente. Si tratta di un cambiamento profondo, che modifica radicalmente l’iter burocratico e sanitario a cui gli automobilisti devono sottoporsi, rendendo i controlli sempre più accurati soprattutto per chi intende guidare in presenza di condizioni fisiche particolari.
Gli aumenti in arrivo a novembre
Parallelamente alla riforma degli accertamenti medici, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha approvato una revisione delle tariffe che comporterà un sensibile aumento del costo per ottenere la patente. A partire dal primo novembre, infatti, il prezzo da sostenere per l’esame sarà uniformato su tutto il territorio nazionale, ma subirà un rincaro medio di almeno venti euro per ogni candidato. Questo aggiornamento, che si inserisce nel più ampio solco della riforma del Codice della Strada, non rappresenta l’unico aggravio economico previsto dal provvedimento. Sono già in programma, nel corso del primo semestre del 2026, ulteriori aumenti che andranno a incidere sul costo finale della licenza di guida, rendendo l’operazione complessivamente più onerosa.
Più guide obbligatorie e patente a 17 anni
Oltre all’aspetto puramente economico, la riforma introduce significative novità anche per quanto concerne la formazione pratica degli aspiranti conducenti. Presto, un decreto ministeriale renderà operativo l’obbligo di effettuare almeno otto ore di guida certificate con un istruttore qualificato, un incremento notevole rispetto alle sei ore previste in precedenza. Questa misura, che punta a migliorare la preparazione di chi si appresta a guidare, si accompagna a un’altra innovazione di lungo periodo. A partire dal 2028, sarà infatti possibile conseguire la patente già all’età di diciassette anni, un’opportunità che giunge dopo un lungo dibattito. I minorenni, però, non potranno mettersi al volante in solitaria: dovranno sempre essere accompagnati da un adulto esperto, secondo un modello di guida accompagnata che sarà valido in tutti i paesi dell’Unione Europea.
Un quadro normativo in evoluzione
L’insieme di queste modifiche delinea un quadro normativo in piena evoluzione, dove l’attenzione alla sicurezza stradale si coniuga con l’adeguamento a standard formativi più stringenti. L’introduzione della valutazione multiprofessionale per il rinnovo, da un lato, e l’innalzamento del monte ore obbligatorio per i neopatentati, dall’altro, testimoniano una volontà precisa di innalzare la qualità della guida su strada. Se da un punto di vista burocratico e finanziario gli automobilisti, sia quelli di lungo corso che i nuovi, si troveranno ad affrontare procedure più complesse e costose, l’obiettivo dichiarato delle istituzioni rimane quello di contemperare le esigenze di mobilità con la tutela della incolumità pubblica, in un contesto dove il numero di veicoli circolanti continua a crescere.




