Intesa, Gros-Pietro rassicura su Mps: "Nessuna perdita di autonomia e marchio". L'assemblea del 10 settembre per il via libera all'opas
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Redazione Economia
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Il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, è intervenuto a margine del Forum di Cernobbio per spegnere sul nascere le preoccupazioni sollevate dagli enti locali toscani in merito al futuro di Monte dei Paschi di Siena. L'opas lanciata da Ca' de Sass, che ha messo nel mirino la banca più antica del mondo, ha inevitabilmente acceso i riflettori su possibili scenari che vedrebbero Mps perdere la propria autonomia, il marchio storico e persino la sede storica.
Timori, questi, che il numero uno del gruppo torinese ha definito infondati, richiamando la storia recente delle aggregazioni bancarie per dimostrare come l'integrazione possa invece tradursi in benefici per tutti gli attori coinvolti.
Le rassicurazioni di Gros-Pietro e il modello Ubi
Gros-Pietro ha utilizzato il caso di UBI Banca come paradigma per fugare ogni dubbio. "Non succede questo" ha dichiarato in riferimento ai timori sulla perdita di identità di Mps, sottolineando come gli ex azionisti di UBI, confluiti nel gruppo, siano oggi "contentissimi" della loro scelta. Il riferimento al precedente di UBI Banca, storica realtà bergamasca assorbita da Intesa, è stato utilizzato per tracciare un parallelo con la situazione attuale.
A detta del presidente, non solo gli azionisti ma anche i dipendenti e gli alti dirigenti della banca acquisita hanno trovato una nuova collocazione, spesso in ruoli di rilievo, all'interno della struttura del gruppo. Si tratta di un argomento che il mondo finanziario conosce bene, e che Gros-Pietro ha voluto richiamare per dimostrare come l'operazione su Mps possa seguire un solco già tracciato con successo.
Le prospettive per gli azionisti e il ruolo dell'assemblea
Uno dei punti chiave del ragionamento del presidente di Intesa Sanpaolo riguarda i "riflessi positivi" che l'aggregazione potrebbe generare, in particolare per quanto concerne la redditività per i soci. "I soci entrati in questi anni nel capitale di Intesa Sanpaolo hanno dividendi migliori e soprattutto hanno una visione molto più positiva del loro futuro" ha aggiunto Gros-Pietro. In questa ottica, l'aumento di capitale necessario a sostenere l'offerta pubblica di acquisto e scambio viene presentato come un'opportunità di crescita piuttosto che come un'operazione di mero assorbimento.
L'assemblea degli azionisti di Intesa Sanpaolo, convocata per il 10 settembre, rappresenta il primo vero banco di prova dell'operazione. Il presidente si è detto certo di ottenere un "largo appoggio" da parte degli azionisti, citando anche il parere positivo espresso dai proxy advisor, le società che forniscono consulenza di voto agli investitori istituzionali. Il via libera dell'assemblea è un passaggio decisivo per dare corso all'aumento di capitale e, di conseguenza, all'intera opas.
Il contesto strategico e la partita regolatoria
Lo scenario in cui si inserisce l'opas su Mps è quello di una profonda trasformazione del settore bancario, spinto dalle sfide dell'intelligenza artificiale e dalla necessità di raggiungere dimensioni critiche per sostenere investimenti tecnologici "enormi". Gros-Pietro ha spiegato che le economie di scala sono diventate un fattore determinante: solo i grandi istituti possono permettersi determinati investimenti, specialmente in termini di capitale umano. Intesa, in questo contesto, si sta muovendo per consolidare la propria posizione.
Parallelamente all'aspetto industriale, si snoda il complesso iter regolatorio. Secondo quanto riportato da Milano Finanza, anche l'Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) è entrato nella partita. L'ente guidato da Paolo Angelini non ha ancora trasmesso il proprio parere all'Antitrust, ma la richiesta dovrebbe arrivare a metà settembre. Successivamente, Ivass avrà 30 giorni per redigere il parere, che si aggiungerà ai 45 giorni necessari per la valutazione Antitrust. Un iter che si preannuncia serrato, con la Consob che mantiene alta la vigilanza sul dossier.
Il messaggio di Mattarella al Forum di Cernobbio
Il Forum di Cernobbio, che quest'anno ha aperto i battenti con un messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha fatto da cornice a queste dichiarazioni. Il Capo dello Stato ha inviato un messaggio ai partecipanti, ponendo l'accento sulla complessità del momento storico e sulla necessità di ritrovare "modalità di convivenza pacifica in seno alla comunità degli Stati".
Nel suo intervento, Mattarella ha evidenziato come le crescenti tensioni internazionali e la messa in discussione dell'ordine multilaterale rischino di mettere in pericolo "le stesse prospettive di un'economia mondiale prospera". Un richiamo alla stabilità e alla cooperazione che risuona particolarmente forte in un momento in cui il sistema bancario italiano, pilastro dell'economia del Paese, si appresta a vivere una delle sue fasi più convulse degli ultimi anni, con megafusioni e opas che ne ridisegneranno gli equilibri.
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