Studenti della Sapienza in corteo contro i femminicidi: vernice viola e fumogeni alla statua della Minerva
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Redazione Interno
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Un corteo denso di rabbia e dolore ha attraversato ieri l’università La Sapienza di Roma, dove centinaia di studenti si sono radunati per protestare contro l’ultimo femminicidio che ha sconvolto la città, quello di Ilaria Sula, uccisa a soli 22 anni dall’ex fidanzato Mark Samson. La statua della Minerva, simbolo dell’ateneo, è stata imbrattata con vernice viola – colore che da anni rappresenta la lotta alla violenza di genere – mentre fumogeni illuminavano la piazza tra cori e slogan che chiedevano giustizia.
Dall’autopsia, eseguita all’Istituto di medicina legale della Sapienza, è emerso che la giovane è morta per shock emorragico in meno di un minuto, dopo essere stata trafitta da tre coltellate al collo. Samson, 23enne già noto alle forze dell’ordine per precedenti segnalazioni, avrebbe nascosto il corpo in casa per venti ore prima di trasportarlo in un trolley e abbandonarlo in un bosco fuori Roma. Le indagini, ancora in corso, stanno cercando di ricostruire l’esatto movente e la dinamica, mentre venerdì è atteso l’interrogatorio di garanzia dell’omicida, che ha confessato il delitto.
Intanto, a Terni, città natale di Ilaria, una folla commossa si è radunata in piazza della Repubblica per dire "basta" alla violenza sulle donne. Tra i presenti, anche l’amica che l’aveva conosciuta al Mac, il locale dove la vittima aveva incontrato quello che oggi viene definito "il mostro" della sua vita. La manifestazione, organizzata dalla Casa delle Donne e da Terni Donne, è stata un susseguirsi di poesie, silenzi carichi di dolore e voci unite nella stessa richiesta: politiche più efficaci per prevenire queste tragedie.




