Pavel Durov rilasciato in libertà vigilata in Francia
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Redazione Esteri
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Pavel Durov, fondatore e CEO di Telegram, è stato rilasciato in libertà vigilata dopo essere stato arrestato a Parigi. Il termine di 96 ore per il fermo è scaduto, e Durov è stato trasferito in tribunale per poi essere rimesso in libertà vigilata su ordine della Procura di Parigi. Il miliardario russo, con passaporto francese e arabo, deve rispondere di dodici capi d'accusa, tra cui l'utilizzo della sua piattaforma per la diffusione di materiale pedopornografico, traffico di droga, frode e favoreggiamento di operazioni di criminalità organizzata. Inoltre, Telegram è accusata di non aver collaborato con le autorità quando richiesto dalla legge.
Condizioni della libertà vigilata
Durov è stato rilasciato con l'obbligo di pagare una cauzione di 5 milioni di euro e di presentarsi alla polizia due volte a settimana. Gli è stato inoltre vietato di lasciare la Francia. La Procura di Parigi ha confermato tutte le accuse mosse contro di lui, tra cui la mancanza di attività di moderazione sulla sua app di messaggistica istantanea e il rifiuto di collaborare nella lotta al traffico di droga e alla diffusione di contenuti pedopornografici.
Inchieste parallele
Oltre alle accuse francesi, Durov è sotto indagine da parte della Commissione europea per presunte violazioni del Digital Services Act (DSA). L'UE sta esaminando se Telegram abbia rispettato le regole digitali europee, che richiedono alle piattaforme di moderare i contenuti e collaborare con le autorità.
Arresto e rilascio
Durov è stato arrestato all'aeroporto Le Bourget di Parigi il 24 agosto e detenuto per quattro giorni prima di essere rilasciato. Durante la sua detenzione, è stato accusato formalmente da due giudici istruttori di una serie di reati legati alla criminalità organizzata. La sua scarcerazione è avvenuta ieri pomeriggio, ma le accuse contro di lui rimangono in piedi.
Implicazioni future
Il caso di Durov solleva importanti questioni sulla responsabilità delle piattaforme di messaggistica istantanea e sulla loro collaborazione con le autorità. La vicenda potrebbe avere ripercussioni significative non solo per Telegram, ma anche per altre piattaforme simili, che potrebbero essere chiamate a rispondere delle attività illegali che avvengono sui loro servizi.




