Curling, Constantini e Mosaner conquistano l'oro mondiale nel doppio misto
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Redazione Sport
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Stefania Constantini e Amos Mosaner hanno scritto un altro capitolo della loro leggenda, aggiudicandosi il titolo mondiale di doppio misto a Fredericton, in Canada, dove hanno dominato la finale contro la Scozia con un netto 9-4. Quella che era già una coppia storica, dopo l’oro olimpico di Pechino 2022, ha confermato la sua supremazia in una disciplina che, negli ultimi anni, ha visto l’Italia emergere grazie a un lavoro meticoloso e a una sinergia tra atleti, staff tecnico e istituzioni.
Il percorso che li ha portati sul gradino più alto del podio è il frutto di un’alchimia rara, costruita partita dopo partita, in un’imbattibilità che dura da ventidue incontri. Un record che non ha precedenti nel curling italiano e che li proietta verso Milano-Cortina 2026 con il ruolo di favoriti. Ad accompagnarli, oltre al direttore tecnico Marco Mariani, c’è l’intero movimento del curling tricolore, sostenuto dalla Federazione Italiana Sport del Ghiaccio e dall’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del Coni, guidato da Giampiero Pastore.
Quella di Constantini e Mosaner non è stata una vittoria qualsiasi. Affrontare e battere una nazione come la Scozia, considerata una potenza in questo sport, ha un valore simbolico enorme. Jennifer Dodds e Bruce Mouat, gli avversari in finale, sono tra i migliori atleti della specialità, eppure il duo italiano non ha lasciato spazio a incertezze, gestendo la partita con freddezza e precisione. Un’esibizione che ha dimostrato, ancora una volta, come il loro successo non sia frutto del caso, ma di una preparazione impeccabile.
Quello che colpisce, oltre ai risultati, è la loro capacità di mantenere i piedi per terra. Nonostante i trionfi, continuano a parlare di lavoro di squadra, di sacrificio, di quella quotidianità fatta di allenamenti e analisi tattiche che li ha resi quasi imbattibili. E mentre il movimento del curling italiano sogna già le Olimpiadi casalinghe, loro restano concentrati sul presente, consapevoli che ogni vittoria è un punto di partenza, non di arrivo.




