Quei cuccioli bianchi non sono metalupi, ma lupi geneticamente modificati
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Quello che è accaduto lo scorso ottobre nei laboratori della Colossal Biosciences, l’azienda texana che da anni lavora al progetto di "riportare in vita" specie estinte, ha generato equivoci e discussioni. I due lupacchiotti bianchi, battezzati Romolo e Remo, presentati come esemplari di "metalupo" – nome scientifico Aenocyon dirus –, in realtà non rappresentano affatto una "de-estinzione". Si tratta, piuttosto, di lupi grigi (Canis lupus) modificati geneticamente per esprimere alcune caratteristiche dell’enocione, il canide preistorico reso celebre dalla serie Game of Thrones e scomparso circa 10.000 anni fa.
La differenza è sostanziale, e solleva interrogativi non solo scientifici ma anche etici. Sebbene la Colossal Biosciences abbia annunciato con enfasi il risultato, definendolo un passo verso la "resurrezione" di specie perdute, la realtà è più complessa. Quelli nati in laboratorio non sono enocioni, bensì animali ibridi, frutto di un’ingegneria genetica che ha inserito nel loro DNA tratti riconducibili all’antico predatore. Un esperimento affascinante, che però nulla ha a che vedere con la clonazione o la ricreazione di una specie estinta.
La vicenda ha riacceso il dibattito sui limiti della scienza e sul rapporto tra uomo e natura. Come sottolinea Francesca Mugnai, psicologa e filosofa esperta nella relazione tra esseri umani e animali, simili esperimenti costringono a riflettere sulle conseguenze, non solo tecniche ma anche culturali, di manipolazioni così profonde. "Non si tratta solo di ciò che è possibile fare, ma di ciò che è giusto fare", osserva, senza entrare nel merito delle scelte dell’azienda.
La Colossal Biosciences, del resto, non è nuova a progetti ambiziosi. Oltre al presunto metalupo, sta lavorando al "ritorno" del mammut lanoso e del dodo, sfruttando tecniche di editing genetico avanzato. Ma mentre la prospettiva di riportare in vita creature scomparse da millenni affascina l’immaginario collettivo, la scienza avanza con cautela. Quello che oggi viene presentato come un traguardo potrebbe, in futuro, rivelarsi solo un passo intermedio in una ricerca ancora lunga e incerta.




