Stadio della Roma, via libera della Soprintendenza alla VIA: parere positivo con prescrizioni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il progetto del nuovo stadio della Roma a Pietralata ha superato un passaggio decisivo del suo percorso autorizzativo. Sul sito del Campidoglio è stato pubblicato il parere della Soprintendenza di Stato relativo alla Valutazione di Impatto Ambientale, che si conclude con una formula che di fatto apre la strada alla realizzazione dell'impianto. «Alla luce delle osservazioni, raccomandazioni e prescrizioni sopra formulate, da recepirsi nell'ambito del procedimento, questa Soprintendenza non rileva motivi ostativi al rilascio del provvedimento di Via», si legge nel documento.

Un iter lungo e articolato

Il dossier aveva già attraversato diverse fasi amministrative negli scorsi mesi. Si va dalla conferenza di servizi preliminare, conclusa nel febbraio del 2023, alla dichiarazione di pubblico interesse del progetto, arrivata nel maggio dello stesso anno. Nel gennaio del 2024 è stato poi dato atto degli esiti del dibattito pubblico, con l'inserimento di ulteriori richieste e raccomandazioni. Più di recente, l'iter ha visto l'avvio della conferenza di servizi decisoria, convocata dal commissario straordinario per gli stadi in vista dell'appuntamento con il campionato europeo del 2032.

La nomina del commissario, l'ingegner Massimo Sessa, risale allo scorso marzo, mentre a maggio la Giunta Capitolina ha approvato lo schema di convenzione tra il commissario stesso, la Regione Lazio e Roma Capitale, un passaggio che ha consentito di dare il via formale alla conferenza dei servizi e al procedimento autorizzativo unico regionale.

Le prescrizioni sul fronte archeologico

Il via libera della Soprintendenza non è privo di condizioni, e l'attenzione si concentra soprattutto sul patrimonio archeologico emerso nell'area di Pietralata. Gli scavi, attualmente in corso, dovranno essere completati non oltre l'inizio dei lavori. La villa romana individuata nel perimetro del futuro impianto dovrà essere riportata alla luce insieme a una congrua zona di rispetto circostante, con l'adozione di adeguate misure di tutela.

La cisterna romana, invece, sarà inglobata all'interno dello stadio in uno spazio appositamente dedicato, ma anche l'area intorno alla struttura dovrà essere valorizzata, dal momento che risulta interessata dalla presenza di una piccola necropoli, già indagata negli anni Novanta. Un ulteriore capitolo riguarda i cunicoli e le gallerie individuati durante i sondaggi preliminari: la loro natura e la loro epoca dovranno essere approfondite, e un'eventuale demolizione sarà sottoposta al vaglio della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Lazio.

Le indicazioni per il verde e il paesaggio

Sul fronte paesaggistico, la Soprintendenza ha preso atto dell'assenza di vincoli direttamente gravanti sull'area di progetto, ma ha comunque impartito una serie di raccomandazioni. Viene chiesto di aumentare la densità e la diversificazione della vegetazione arborea, prevedendo gruppi di alberi e piccoli boschetti con specie a rapido accrescimento, e di completare il censimento delle alberature esistenti per definirne la salvaguardia durante il cantiere. Le strutture esterne dei parcheggi dovranno essere schermate con soluzioni di verde, compreso il verde verticale sulle facciate in lamiera.

Indicazioni specifiche riguardano anche le preesistenze vegetazionali di pregio, da mantenere in situ e integrare nel disegno progettuale.

I prossimi appuntamenti

L'attenzione si sposta ora sulla seduta conclusiva della conferenza di servizi, convocata per la mattina di lunedì 28 settembre. In quella sede dovrebbe arrivare l'approvazione definitiva del progetto, un passaggio che chiuderebbe la fase autorizzativa e aprirebbe quella realizzativa. Restano da sciogliere i nodi legati al progetto esecutivo, la cui consegna è attesa entro la fine dell'anno per rispettare il cronoprogramma imposto dalla UEFA, che richiede cantieri operativi entro marzo del 2027.

La posa della prima pietra è invece indicata per la primavera dello stesso anno, quando la Roma celebrerà il centenario dalla fondazione.

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