Gattuso e Prandelli, l’Italia riparte dalla sua storia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   MILANO – Rino Gattuso ha fatto ritorno a Marbella, ma il suo soggiorno spagnolo sarà breve. Tra pochi giorni, infatti, tornerà in Italia per indossare ufficialmente i panni di commissario tecnico della Nazionale, un ruolo che gli è stato affidato dopo un serrato negoziato con la Federazione. La presentazione, salvo intoppi dell’ultima ora, è prevista già nella prossima settimana. A Roma, dove si è recato per un blitz decisivo, Gattuso ha incontrato Gigi Buffon, capodelegazione e direttore sportivo del Club Italia, che ne ha sostenuto la candidatura con convinzione. Ma non è tutto.

Accanto a Gattuso, infatti, potrebbe esserci un altro volto noto del calcio azzurro: Cesare Prandelli, l’allenatore che guidò l’Italia fino alla finale di Euro 2012, regalando un gioco elegante e propositivo, rimasto negli annali. La sua figura, stavolta, non sarebbe limitata alla panchina della prima squadra, ma assumerebbe un ruolo più ampio, quello di direttore tecnico di tutte le nazionali giovanili. Una soluzione che, se confermata, risponderebbe alle critiche mosse da Prandelli stesso sulla carenza di un progetto organico per i giovani, denunciata più volte e finora ignorata.

Quella che sta prendendo forma è un’operazione a tutto campo, un tentativo di rilanciare una Nazionale in crisi dopo l’ennesimo fallimento nelle qualificazioni. Con il passaggio diretto al Mondiale 2026 ormai compromesso – la prima del girone è l’unica a ottenere il biglietto – la Figc ha deciso di puntare su uomini che hanno scritto pagine importanti della storia azzurra. Oltre a Gattuso e Prandelli, potrebbero essere coinvolti altri ex campioni come Bonucci, Barzagli e Zambrotta, sebbene i dettagli del loro eventuale inserimento restino ancora da definire.

Quello che emerge, però, è un disegno chiaro: ricostruire partendo dall’identità. Gattuso, con la sua grinta e la sua esperienza, è stato scelto per ridare carattere a una squadra che da undici anni manca dalla fase finale di un Mondiale. Spalletti, esonerato dopo la sconfitta in Norvegia, aveva indicato proprio lui come possibile successore sulla panchina dell’Under 21, ma la Federazione ha preferito un salto di qualità. Ora tocca a Gattuso dimostrare di essere all’altezza, mentre Prandelli, se accetterà, avrà il compito di riorganizzare il settore giovanile, cercando di colmare quel vuoto che da anni mina il futuro del calcio italiano.

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