Gaza, l'inviato Usa Witkoff: «Scarsità di cibo ma non fame». Hamas: «Nessun disarmo senza Stato palestinese»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre i colloqui per il cessate il fuoco procedono tra ostacoli, Hamas ha respinto con fermezza una delle condizioni poste da Israele, ribadendo che non rinuncerà alle armi finché non sarà riconosciuto uno Stato palestinese sovrano. La presa di posizione, riportata dalla Bbc, arriva in risposta alle dichiarazioni attribuite all'inviato speciale di Donald Trump per il Medio Oriente, Steve Witkoff, il quale aveva lasciato intendere una possibile apertura del gruppo armato al disarmo. «Non c'è spazio per interpretazioni», ha replicato Hamas, che ha invece pubblicato un nuovo video dell'ostaggio israeliano Evyatar David, ridotto in condizioni critiche dopo giorni di privazioni.

Witkoff, dopo aver visitato un centro di distribuzione degli aiuti a Rafah, ha dichiarato che a Gaza «si registra scarsità di cibo, ma non si può parlare di fame», una valutazione in netto contrasto con le parole dello stesso Trump, che pochi giorni prima aveva descritto una situazione ben più drammatica. L'inviato ha assicurato che gli Stati Uniti stanno lavorando a un piano per potenziare gli aiuti alimentari e medici, sebbene le condizioni sul terreno restino estremamente critiche, con migliaia di civili ancora intrappolati tra le macerie e gli scontri.

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