Khamenei scompare per quattro giorni, ma riemerge con minacce: "Israele pagherà"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Ali Khamenei, la Guida Suprema iraniana, è rimasto invisibile per quasi cento ore, alimentando speculazioni sulla sua salute e sul possibile scontro ai vertici del regime. Poi, all’improvviso, è riapparso con un messaggio inequivocabile: «La mia vita non ha valore, ma i nostri principi sì. Finché non ci piegheremo all’avidità, vinceremo». Le parole, pronunciate con tono pacato ma cariche di simbolismo, sono state diffuse in un video che i sostenitori del regime hanno rapidamente condiviso, quasi a ribadire che l’anziano leader, nonostante i suoi 86 anni, non intende cedere.

La sua assenza, però, non è passata inosservata. Fonti interne parlano di tensioni tra le fazioni più radicali e quelle pragmatiche sulla risposta da dare agli Stati Uniti, ora guidati nuovamente da Donald Trump, dopo gli attacchi ai siti nucleari iraniani. Mentre alcuni esponenti del governo sembrerebbero preferire una de-escalation, Khamenei ha scelto la linea dura. «Il nemico sionista ha commesso un crimine imperdonabile», ha scritto su X, accompagnando il post con un’immagine sinistra: missili che piovono su una città israeliana, sovrastata da un teschio con la Stella di Davide. «La punizione è già in corso», ha aggiunto, senza però fornire dettagli operativi.

Il riferimento è chiaramente ai bombardamenti israeliani del 13 giugno, che Teheran considera una provocazione inaccettabile. Ma il linguaggio usato da Khamenei, oltre a essere una minaccia, sembra anche un tentativo di riaffermare il proprio controllo dopo giorni di silenzio. Le sue parole, infatti, non lasciano spazio a mediazioni: «Chi ci attacca pagherà, senza se e senza ma».

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.