Bodo/Glimt-Inter, la notte norvegese lascia in eredità piú di una semplice sconfitta
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Redazione Sport
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L’aria gelida della Norvegia, quella che soffia impietosa sull’Aspmyra Stadion e che tradizionalmente rappresenta un’insidia per le squadre di latitudini piú miti, non ha portato con sé solo un passivo pesante da ribaltare. La sconfitta per 3-1 maturata contro il Bodo/Glimt, nell’andata dei playoff di Champions League, rischia di avere conseguenze ben più durature sul cammino dell’Inter di Cristian Chivu, conseguenze che vanno al di là del semplice risultato e che si misurano, purtroppo per i nerazzurri, con i consueti parametri muscolari.
La trasferta oltre il Circolo Polare Artico, con il suo manto erboso sintetico – superficie che modifica rimbalzi e richiede una diversa falcata – e le temperature rigide, ha fatto emergere quelle che, a posteriori, si sono rivelate delle vere e proprie trappole per l’organico interista. Se il risultato, comunque recuperabile tra le mura amiche di San Siro, lasciava aperto qualche spiraglio di fiducia, le parole del tecnico rumeno al termine della contesa hanno gelato l’ambiente ben più del vento nordico. Chivu, parlando ai microfoni di Prime Video e poi in conferenza stampa, ha dovuto fare i conti con una realtà spiacevole: la conta dei giocatori usciti malconci dalla sfida.
Il caso piú eclatante, e che ha immediatamente destato preoccupazione tra i tifosi e gli addetti ai lavori, riguarda senza dubbio Lautaro Martinez. Il capitano e simbolo della squadra è stato costretto al cambio nel corso del secondo tempo, dopo essersi ripetutamente toccato il polpaccio, accusando un problema muscolare che non lasciava presagire nulla di buono. Le sensazioni a caldo, come spesso accade in questi contesti, sono state tutt’altro che rassicuranti. Lo stesso Chivu, interrogato sulle condizioni dell’argentino, ha usato termini che non lasciano spazio a facili ottimismi: “Lautaro lo abbiamo perso, per me si è fatto male ed è un infortunio abbastanza serio”, ha dichiarato, aggiungendo come lo stop per il numero 10 sarà “per un bel po’”. Una diagnosi, seppur ancora in attesa dei dovuti accertamenti strumentali previsti per venerdì, che getta un’ombra lunga non solo sull’immediato futuro, ma sulla gestione di un reparto offensivo che farebbe fatica a rinunciare al suo uomo di riferimento.
E se il problema del Toro appare come il piú grave e mediaticamente impattante, la notte di Bodo potrebbe aver riservato altre amarezze allo staff medico nerazzurro. Secondo quanto raccolto e riportato da fonti vicine all’ambiente interista, infatti, non solo l’attaccante sarebbe uscito acciaccato dal terreno di gioco. Le medesime fonti parlano di problemi fisici anche per Piotr Zielinski, il centrocampista polacco, entrato nella ripresa e che, al pari di altri, avrebbe terminato la gara con qualche fastidio di troppo. Chivu, nel suo intervento post-partita, aveva lasciato intendere che la situazione era piú complessa del previsto, parlando di una conta da fare e di “qualche altro calciatore” non al massimo. Un’ammissione che, incrociata con le successive indiscrezioni, fa pensare a un’emergenza che potrebbe allargarsi nei prossimi giorni.
La sfida del sintetico e l’allarme muscolare che preoccupa Chivu
Il campo in erba sintetica del Bodo/Glimt è un fattore noto a tutte le squadre che si avventurano in queste lande. La sua diversa capacità di assorbimento degli impatti e la velocità del gioco che impone sono spesso un moltiplicatore di fatica e, talvolta, di infortuni per organismi non abituati. L’Inter ha pagato dazio, e la sensazione è che il prezzo da saldare possa essere salato. L’allenatore nerazzurro, nel commentare la prestazione e i suoi malumori, non ha voluto cercare alibi nelle condizioni climatiche o nel terreno, ma ha comunque evidenziato come la squadra sia incappata in problemi che andranno valutati con attenzione. “Adesso dobbiamo fare un po’ la conta”, ha spiegato Chivu, parole che suonano come un preoccupato bollettino di guerra alla vigilia di una serie di impegni ravvicinati. Il campionato propone la trasferta di Lecce e poi, nel giro di pochi giorni, il ritorno decisivo contro i norvegesi, un appuntamento in cui servirebbe l’apporto di tutti gli effettivi.
L’ombra lunga degli accertamenti e il peso delle assenze
La verità, come sempre in questi casi, arriverà solo dopo gli esami strumentali. Per Lautaro Martinez si parla di un problema al polpaccio la cui serietà è stata confermata dallo stesso tecnico, mentre per Zielinski bisognerà capire l’entità del danno riportato. La contemporaneità di queste defezioni, unite alla già nota assenza di Hakan Calhanoglu, out per un affaticamento al quadricipite rimediato nel derby d’Italia, disegna uno scenario complesso per il centrocampo e l’attacco. Chivu dovrà lavorare di fantasia e, soprattutto, sperare che i prossimi giorni portino notizie meno nefaste del previsto, anche se il termine “abbastanza serio” utilizzato per il capitano argentino non lascia presagire nulla di buono. L’Inter, ora, aspetta gli esiti clinici con il fiato sospeso, consapevole che la stagione è entrata nel suo momento piú delicato.




