Cime tempestose, debutto da 80 milioni di dollari: il pubblico femminile spinge il film di Emerald Fennell in cima al botteghino

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’operazione, va detto subito, è riuscita: Cime tempestose, la nuova fatica dietro la macchina da presa di Emerald Fennell, ha letteralmente dominato il box office nel weekend di San Valentino, approfittando, è il caso di dirlo, della festa degli innamorati per incassare cifre che non si vedevano da tempo per un dramma romantico. Il film con Jacob Elordi e Margot Robbie, quest’ultima anche in veste di produttrice per la sua LuckyChap, ha raccolto circa 34,8 milioni di dollari nei primi tre giorni di programmazione in Nord America, una stima che sale verso i 40 milioni se si considera l’intero long weekend del Presidents Day, con il lunedì festivo incluso. La performance internazionale, però, racconta forse un successo ancora più ampio: nei 76 territori in cui è già uscito, il film ha incassato ulteriori 42 milioni di dollari, portando il totale globale a una cifra vicina agli 80 milioni, eguagliando di fatto quanto speso per l’acquisizione dei diritti da parte di Warner Bros. e MRC.

La giornata clou, e non poteva essere altrimenti, è stata quella di sabato 14 febbraio, quando la pellicola ha incassato da sola 14 milioni di dollari, spinta da un pubblico composto per il 76% da donne, come rilevano i dati PostTrak. È un dato demografico, questo, che spiega bene le strategie di marketing e il posizionamento del film, un adattamento del classico di Emily Brontë che non ha paura di mostrarsi moderno e, per certi versi, spigoloso. La Fennell, del resto, è regista che ama dividere, e le critiche contrastanti — il film ha un 63% su Rotten Tomatoes — non hanno frenato l’ondata di spettatrici under 25 e non solo, attratte probabilmente dal duo protagonista e da una certa estetica "da romanzo" portata sul grande schermo. E in Italia? L’esordio è stato altrettanto trionfale: con 508mila euro incassati nel solo giovedì di uscita, il film ha fatto il vuoto dietro di sé, staccando di netto Le cose non dette di Gabriele Muccino e Agata Christian - Delitto sulle nevi con Christian De Sica e Lillo.

Un’eredità social e il fascino senza tempo di Heathcliff

Se i numeri parlano di un successo commerciale innegabile, le dinamiche che lo hanno generato raccontano di un fenomeno che travalica la semplice sala cinematografica. La portata del film, infatti, si misura anche e soprattutto sui social network, dove il Titolo ha raggiunto la stratosferica cifra di 381,2 milioni di fan sulle varie piattaforme, da TikTok a Instagram. Un dato, questo, che supera di gran lunga la media dei film romantico-drammatici e che spiega come l’hype generato attorno a Jacob Elordi — per molte, e per molti, l’erede spirituale del giovane Leonardo DiCaprio in Titanic — abbia giocato un ruolo cruciale. Non è un caso che, come raccontano le cronache, dopo le prime proiezioni nelle sale italiane il tam-tam fosse già partito: messaggi tra amiche per ottenere uno screenshot dell’attore australiano, un’immagine da postare nelle stories a testimonianza di un’emozione vissuta in sala. È una dinamica quasi tribale, che trasforma la visione in un rito collettivo e condiviso, amplificato a dismisura dalla potenza dei social.

E tutto questo, va detto, nonostante il gradimento del pubblico pagante non sia stato unanimemente entusiasta. Il CinemaScore registrato è una B, un voto non disastroso ma nemmeno trionfale, e solo il 51% degli spettatori intervistati ha dichiarato che consiglierebbe "assolutamente" il film ad amici e conoscenti. Dati che farebbero pensare a un passaparola tiepido, e che invece non hanno minimamente scalfito la performance al botteghino. Segno, forse, che la spinta a vederlo è stata determinata più dalla curiosità e dall’effetto traino dei protagonisti che dalla reale soddisfazione finale. L’analogia più calzante, secondo gli analisti, non è tanto con altri adattamenti letterari, quanto con franchise come Cinquanta sfumature di grigio: un film che vive di un’iconografia potente, di una carica erotica e passionale che i fan del romanzo di Brontë (o meglio, di una certa idea di esso) vogliono vedere realizzata. In tal senso, la scelta di puntare su location suggestive come lo Yorkshire, cuore selvaggio dell’Inghilterra dove si sono svolte le riprese, ha pagato, offrendo uno sfondo autentico e affascinante che funge da ulteriore richiamo per i turisti e gli appassionati.

La concorrenza e lo scenario del box office

Nel frattempo, gli altri film usciti nello stesso weekend hanno dovuto accontentarsi delle briciole, o quasi. Al secondo posto si è piazzato GOAT, film d’animazione prodotto da Stephen Curry, che con 26 milioni di dollari in tre giorni ha comunque ottenuto un ottimo risultato, diventando il miglior debutto per un film d’animazione dal 2023 a oggi. Terza posizione per Crime 101, thriller con Chris Hemsworth e Mark Ruffalo, fermo a 15,1 milioni. In Italia, come detto, il distacco è stato ancora più marcato: al giovedì, il film di Muccino ha incassato 68mila euro, un decimo rispetto a Cime tempestose, mentre Agata Christian e Hamnet di Chloé Zhao si sono attestati rispettivamente a 53mila e 51mila euro. Una prova di forza, quella del film di Emerald Fennell, che conferma come il pubblico femminile, se ben intercettato, possa determinare il successo o l’insuccesso di un’intera operazione industriale.

La Warner Bros., del resto, arriva da una striscia positiva di nove primi posti consecutivi al botteghino americano, un risultato che assume un peso specifico ancora maggiore se si considera il contesto. La major, infatti, è al centro di voci insistenti su una possibile acquisizione da parte di Paramount, che avrebbe intensificato le sue manovre per superare l’offerta di Netflix. In questo clima di incertezza, un successo come quello di Cime tempestose rappresenta non solo una boccata d’ossigeno, ma anche una chiara dichiarazione di intenti: la Warner è viva, vegeta e capace di sfornare blockbuster in grado di riempire le sale. E con le prossime aperture in Giappone, Vietnam e Cina (quest’ultima prevista per il 13 marzo), il totale globale è destinato a salire ancora, rendendo questo Cime tempestose un caso di studio interessante per capire come si costruisce oggi un successo cinematografico: tra fedeltà al testo, libertà interpretative e un uso sapiente del potere divistico dei protagonisti.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.